It is well known that one of the main concerns of medieval Spanish epic poems is topology: the Cantar de Mio Cid is marked by a great regard for geographical detail as observed in its characters’ journeys, its careful annotation of even the simpler toponyms or of the harder ones to localise. The representation of place, however, does not avoid the unique ‘perspective’ that imbues epic discourse from the standpoint of form, content and ideology, since the ‘plausibility’ of settings, landscapes and movements does undistinguishably coincide with their symbolical and metaphorical value.

Come è noto, uno dei tratti che contraddistingue l’epica spagnola medievale consiste nella concezione topologica: il Cantar de Mio Cid si caratterizza per una particolare attenzione al dettaglio geografico degli itinerari percorsi dai suoi personaggi, per lo scrupolo con cui annota toponimi anche modesti e di difficile localizzazione. Si tratta di una rappresentazione che tuttavia non sfugge alla peculiare “prospettiva” che ad ogni livello, formale, contenutistico e ideologico, caratterizza il discorso epico, sicché la “plausibilità” dei luoghi, degli scenari e dei movimenti che tra di essi si svolgono, si combina indissolubilmente con la valenza simbolico-metaforica ad essi assegnata.

La “géographie épique” du ‘Cantar de mio Cid’

LUONGO, Salvatore
2017

Abstract

Come è noto, uno dei tratti che contraddistingue l’epica spagnola medievale consiste nella concezione topologica: il Cantar de Mio Cid si caratterizza per una particolare attenzione al dettaglio geografico degli itinerari percorsi dai suoi personaggi, per lo scrupolo con cui annota toponimi anche modesti e di difficile localizzazione. Si tratta di una rappresentazione che tuttavia non sfugge alla peculiare “prospettiva” che ad ogni livello, formale, contenutistico e ideologico, caratterizza il discorso epico, sicché la “plausibilità” dei luoghi, degli scenari e dei movimenti che tra di essi si svolgono, si combina indissolubilmente con la valenza simbolico-metaforica ad essi assegnata.
It is well known that one of the main concerns of medieval Spanish epic poems is topology: the Cantar de Mio Cid is marked by a great regard for geographical detail as observed in its characters’ journeys, its careful annotation of even the simpler toponyms or of the harder ones to localise. The representation of place, however, does not avoid the unique ‘perspective’ that imbues epic discourse from the standpoint of form, content and ideology, since the ‘plausibility’ of settings, landscapes and movements does undistinguishably coincide with their symbolical and metaphorical value.
Il est bien connu que l’un des traits qui caractérise l’épique espagnole médiévale est sa conception topologique: le Cantar de Mio Cid se caractérise par une attention particulière au détail géographique des itinéraires parcourus par ses personnages, par le soin avec lequel il enregistre des toponymes, même les plus modestes et difficiles à localiser. Il s’agit d’une représentation qui n’échappe cependant pas à la “perspective” particulière qui caractérise le discours épique à tous les niveaux, formel, thématique et idéologique, si bien que la “plausibilité” des lieux, des décors et des mouvements qui y ont lieu, est inextricablement associée à leur valeur symbolico-métaphorique.
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