The revolution of 1848 was a crucial step for the apprenticeship in the democratic practices in the Kingdom of the Two Sicilies. Historians have been dedicating scarce attention to this theme, since they consider political life in Southern Italy as a prerogative of a very small group of capital citizens. This book deals with the political mobilization in Naples during 1848 and aims at challenging the idea of the Italian Mezzogiorno as peripherical in the European revolutionary context. To this end, two aspects of the process are focussed and explored: first, the street politics, which played a key role in the making of public opinion, i.e. the demonstrations, the petitions, the sociabilité in the coffeehouses and the popular figures; second, the radical group which tried to lead the political mobilization in the Bourbon capital. The latter, in addition, has been deep investigated in its cultural, ideological and socio-economical aspects with the ambition to explain its contribution to the realization of the much more widespread “imaginaries”and istances of the Neapolitan revolution.

La rivoluzione napoletana del 1848 è stata una tappa cruciale nello sviluppo delle forme della politica moderna nel Regno delle Due Sicilie e nella definizione delle correnti politiche del Risorgimento. L'autrice si concentra sulla mobilitazione a Napoli durante la rivoluzione, discutendo il topos storiografico di un Mezzogiorno d'Italia marginale nelle rivoluzioni europee ottocentesche. Il fenomeno è indagato, attraverso una estesa ricerca archivistica, nei suoi aspetti minuti: le manifestazioni e le feste costituzionali, le aggressioni agli uomini delle istituzioni, i conflitti nelle amministrazioni, e, ancora, la socialità di strada insieme ai personaggi che la animarono. Dal libro emerge l'affresco di un momento di intensa partecipazione popolare, nel quale lo scontro ideologico si intrecciò alle lotte di fazione. Affiora, al contempo, la formazione di un gruppo democratico "forte", che diede priorità a riformare le istituzioni del Regno delle Due Sicilie rispetto alla battaglia per l'indipendenza e l'unificazione italiana.

Napoli 1848. Il movimento radicale e la rivoluzione

Viviana Mellone
2017-01-01

Abstract

The revolution of 1848 was a crucial step for the apprenticeship in the democratic practices in the Kingdom of the Two Sicilies. Historians have been dedicating scarce attention to this theme, since they consider political life in Southern Italy as a prerogative of a very small group of capital citizens. This book deals with the political mobilization in Naples during 1848 and aims at challenging the idea of the Italian Mezzogiorno as peripherical in the European revolutionary context. To this end, two aspects of the process are focussed and explored: first, the street politics, which played a key role in the making of public opinion, i.e. the demonstrations, the petitions, the sociabilité in the coffeehouses and the popular figures; second, the radical group which tried to lead the political mobilization in the Bourbon capital. The latter, in addition, has been deep investigated in its cultural, ideological and socio-economical aspects with the ambition to explain its contribution to the realization of the much more widespread “imaginaries”and istances of the Neapolitan revolution.
2017
978-88-917-5949-8
La rivoluzione napoletana del 1848 è stata una tappa cruciale nello sviluppo delle forme della politica moderna nel Regno delle Due Sicilie e nella definizione delle correnti politiche del Risorgimento. L'autrice si concentra sulla mobilitazione a Napoli durante la rivoluzione, discutendo il topos storiografico di un Mezzogiorno d'Italia marginale nelle rivoluzioni europee ottocentesche. Il fenomeno è indagato, attraverso una estesa ricerca archivistica, nei suoi aspetti minuti: le manifestazioni e le feste costituzionali, le aggressioni agli uomini delle istituzioni, i conflitti nelle amministrazioni, e, ancora, la socialità di strada insieme ai personaggi che la animarono. Dal libro emerge l'affresco di un momento di intensa partecipazione popolare, nel quale lo scontro ideologico si intrecciò alle lotte di fazione. Affiora, al contempo, la formazione di un gruppo democratico "forte", che diede priorità a riformare le istituzioni del Regno delle Due Sicilie rispetto alla battaglia per l'indipendenza e l'unificazione italiana.
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