Il componimento del poeta P. B. Shelley, Sulla Medusa di Leonardo da Vinci nella Galleria Florentina, scritto nel 1819 e pubblicato nel 1824, è un perfetto manifesto romantico, in cui il tema del sublime viene evocato dalla stupefacente immagine del volto orrido di Medusa decapitata. Morte e bellezza, orrore e deliquio, non possono separarsi da questa stretta che li tiene insieme nel gusto romantico del tempo, che, a sua volta, declinava una tensione gotica imperante. Le sublimi oscurità con cui il pittore ha ritratto il volto della mitologica creatura risuonano nei versi del poeta, perfettamente in tono con il quadro, per evocare in noi altri significati ancora, sprigionati dal riflesso delle serpi della celebre testa.
P. B. Shelley ritrae Medusa
Marina De Chiara
2020-01-01
Abstract
Il componimento del poeta P. B. Shelley, Sulla Medusa di Leonardo da Vinci nella Galleria Florentina, scritto nel 1819 e pubblicato nel 1824, è un perfetto manifesto romantico, in cui il tema del sublime viene evocato dalla stupefacente immagine del volto orrido di Medusa decapitata. Morte e bellezza, orrore e deliquio, non possono separarsi da questa stretta che li tiene insieme nel gusto romantico del tempo, che, a sua volta, declinava una tensione gotica imperante. Le sublimi oscurità con cui il pittore ha ritratto il volto della mitologica creatura risuonano nei versi del poeta, perfettamente in tono con il quadro, per evocare in noi altri significati ancora, sprigionati dal riflesso delle serpi della celebre testa.File | Dimensione | Formato | |
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