This essay analyzes the artistic activity of the Neapolitan stage director Davide Iodice. The first part is devoted to the cultural, political and social features of the theatrical context in which Iodice operates, with particular attention to the artistic processes peculiar to Naples and southern Italy as a whole. The central part focuses on the reconstruction of Iodice’s works. His wide-ranging production is analyzed according to topic, albeit trying to follow a diachronic sequence. Information was mined from secondary sources, namely articles, press releases and video clips, and above all from such primary sources as interviews with Iodice himself and access to his rich personal archives that contain notes, drawings and director’s notebooks from the early 90s onwards. Thanks to this unique unpublished material, it was possible to follow Iodice’s creative process from its inception up to the process of ‘stage writing’. The innovative work of Iodice with homeless, during which their lives and memories are transformed into ‘stage writing’, is analyzed based on the contents of his director’s notebooks that shed light on his talent for deep interpersonal communication and empathy. The analysis of Iodice’s more recent work starts from the theatre laboratory that he conducts personally. Given the access to his theatre director suggestions and comments during training sessions together with the actors’improvisations, it was possible to follow Iodice’s creative process in its making and to deconstruct the work from its genesis.

La prima parte del saggio si focalizza sulla scena teatrale italiana dagli anni Novanta in avanti, con una particolare attenzione alle produzioni del teatro meridionale e napoletano. La puntuale ricognizione di artisti, luoghi teatrali e festival all’interno del contesto sociale, politico e culturale, fornisce l’indispensabile cornice per poter collocare l’esperienza teatrale del regista napoletano Davide Iodice. Il corpo centrale del libro vede la ricostruzione della produzione teatrale di Iodice, evidenziando la scrittura scenica come base fondante del suo linguaggio teatrale, la drammaturgia come connubio di elementi verbali e scenici, il suo impegno attivo in ambiti sociali degradati. L’analisi approfondita dei suoi spettacoli si è avvalsa di articoli, recensioni e interviste, ma soprattutto dell’archivio personale del regista, materiale inedito costituito da appunti, disegni, schizzi e quaderni di regia, che ha permesso di ricostruire il percorso creativo, i meccanismi e le riflessioni alla base degli spettacoli, sollecitando ipotesi e offrendo un punto di vista unico. La ricognizione del materiale, una sorta di flusso di coscienza, ha permesso inoltre di dimostrare quanto spesso i disegni originali rappresentino la prima visualizzazione di un’idea, di un pensiero sedimentato camminando in solitudine e non necessariamente per il pubblico. Per tale motivo, tra i disegni di ispirazione poetica, è stato fondamentale identificare quelli che trovano corrispondenza con gli elementi scenici. L’analisi del suo più recente lavoro procede a partire dal laboratorio teatrale, il cui percorso è stato seguito per alcuni mesi, annotando ed analizzando le suggestioni registiche, le improvvisazioni degli attori, il training corporeo, per avere un ulteriore punto di vista sul percorso creativo di Iodice e per indagare sullo spettacolo dalla sua genesi.

LA POETICA TEATRALE DI DAVIDE IODICE

SORGE MARINA
In corso di stampa

Abstract

La prima parte del saggio si focalizza sulla scena teatrale italiana dagli anni Novanta in avanti, con una particolare attenzione alle produzioni del teatro meridionale e napoletano. La puntuale ricognizione di artisti, luoghi teatrali e festival all’interno del contesto sociale, politico e culturale, fornisce l’indispensabile cornice per poter collocare l’esperienza teatrale del regista napoletano Davide Iodice. Il corpo centrale del libro vede la ricostruzione della produzione teatrale di Iodice, evidenziando la scrittura scenica come base fondante del suo linguaggio teatrale, la drammaturgia come connubio di elementi verbali e scenici, il suo impegno attivo in ambiti sociali degradati. L’analisi approfondita dei suoi spettacoli si è avvalsa di articoli, recensioni e interviste, ma soprattutto dell’archivio personale del regista, materiale inedito costituito da appunti, disegni, schizzi e quaderni di regia, che ha permesso di ricostruire il percorso creativo, i meccanismi e le riflessioni alla base degli spettacoli, sollecitando ipotesi e offrendo un punto di vista unico. La ricognizione del materiale, una sorta di flusso di coscienza, ha permesso inoltre di dimostrare quanto spesso i disegni originali rappresentino la prima visualizzazione di un’idea, di un pensiero sedimentato camminando in solitudine e non necessariamente per il pubblico. Per tale motivo, tra i disegni di ispirazione poetica, è stato fondamentale identificare quelli che trovano corrispondenza con gli elementi scenici. L’analisi del suo più recente lavoro procede a partire dal laboratorio teatrale, il cui percorso è stato seguito per alcuni mesi, annotando ed analizzando le suggestioni registiche, le improvvisazioni degli attori, il training corporeo, per avere un ulteriore punto di vista sul percorso creativo di Iodice e per indagare sullo spettacolo dalla sua genesi.
This essay analyzes the artistic activity of the Neapolitan stage director Davide Iodice. The first part is devoted to the cultural, political and social features of the theatrical context in which Iodice operates, with particular attention to the artistic processes peculiar to Naples and southern Italy as a whole. The central part focuses on the reconstruction of Iodice’s works. His wide-ranging production is analyzed according to topic, albeit trying to follow a diachronic sequence. Information was mined from secondary sources, namely articles, press releases and video clips, and above all from such primary sources as interviews with Iodice himself and access to his rich personal archives that contain notes, drawings and director’s notebooks from the early 90s onwards. Thanks to this unique unpublished material, it was possible to follow Iodice’s creative process from its inception up to the process of ‘stage writing’. The innovative work of Iodice with homeless, during which their lives and memories are transformed into ‘stage writing’, is analyzed based on the contents of his director’s notebooks that shed light on his talent for deep interpersonal communication and empathy. The analysis of Iodice’s more recent work starts from the theatre laboratory that he conducts personally. Given the access to his theatre director suggestions and comments during training sessions together with the actors’improvisations, it was possible to follow Iodice’s creative process in its making and to deconstruct the work from its genesis.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11574/199985
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