La recente pubblicazione postuma dello studio di Francesco Orlando sul soprannaturale letterario aggiunge un essenziale tassello alla sua fisionomia di studioso. Partendo dal celebre saggio di Todorov sul fantastico, Orlando propone una casistica che ingloba tutte le forme del soprannaturale sulla base di una dialettica tra “credito” e “critica” che mette a frutto il modello freudiano della formazione di compromesso. Questo articolo, concepito come un omaggio a Francesco Orlando, ripercorre un’esemplare lettura di testo del critico palermitano rimasta esclusa dal libro recentemente pubblicato. Si tratta di un’analisi dell’Amphitryon di Molière, che esemplifica uno degli statuti più originali identificati da Orlando, il “soprannaturale di derisione”. Attraverso una serie di procedimenti, Molière mina sistematicamente la credibilità dei prodigi che pure esibisce sulla scena con gli “effetti speciali” tipici del “théâtre à machines”. Il principale di questi procedimenti - l’identificazione tra soprannaturale e privilegio nobiliare – consente di dare spazio, pur attraverso il filtro della comicità, alle arditezze carnevalesche del servo Sosia, che valgono a denunciare indirettamente la violenza insita nell’ordine sociale. Nella lettura di Orlando, Sosia appare insomma come un lontano precursore di Figaro, pur senza la consapevolezza ideologica che caratterizzerà il personaggio di Beaumarchais.

L’approccio freudiano al soprannaturale letterario nella riflessione di Francesco Orlando: l’esempio dell’Amphitryon di Molière

Corradi
2021-01-01

Abstract

La recente pubblicazione postuma dello studio di Francesco Orlando sul soprannaturale letterario aggiunge un essenziale tassello alla sua fisionomia di studioso. Partendo dal celebre saggio di Todorov sul fantastico, Orlando propone una casistica che ingloba tutte le forme del soprannaturale sulla base di una dialettica tra “credito” e “critica” che mette a frutto il modello freudiano della formazione di compromesso. Questo articolo, concepito come un omaggio a Francesco Orlando, ripercorre un’esemplare lettura di testo del critico palermitano rimasta esclusa dal libro recentemente pubblicato. Si tratta di un’analisi dell’Amphitryon di Molière, che esemplifica uno degli statuti più originali identificati da Orlando, il “soprannaturale di derisione”. Attraverso una serie di procedimenti, Molière mina sistematicamente la credibilità dei prodigi che pure esibisce sulla scena con gli “effetti speciali” tipici del “théâtre à machines”. Il principale di questi procedimenti - l’identificazione tra soprannaturale e privilegio nobiliare – consente di dare spazio, pur attraverso il filtro della comicità, alle arditezze carnevalesche del servo Sosia, che valgono a denunciare indirettamente la violenza insita nell’ordine sociale. Nella lettura di Orlando, Sosia appare insomma come un lontano precursore di Figaro, pur senza la consapevolezza ideologica che caratterizzerà il personaggio di Beaumarchais.
2021
978-88-32062-18-2
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11574/204525
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