Nel caso delle imprese che producono servizi per la società, come quelle culturali, l’obiettivo primario è la diffusione del servizio per un miglioramento della società stessa. Per aumentare la diffusione della cultura, le imprese devono applicare prezzi bassi, ma per evitare squilibri economici, devono necessariamente accedere a finanziamenti pubblici o privati, che in questo lavoro chiameremo ricavi fissi. Molte imprese culturali hanno, inoltre, vincoli strutturali, come ad esempio i posti agibili di un teatro, che determinano la quantità massima producibile e vendibile. Per raggiungere l’equilibrio economico, quindi, un’impresa culturale, non avendo la compiuta possibilità di variare la quantità prodotta e venduta, non potendo ridurre i costi senza modificare la qualità del servizio, ha una principale variabile di intervento: il prezzo. Il prezzo diviene, infatti, una variabile strategica che i metodi tradizionali di determinazione dello stesso non sono atti a definire. In particolare il metodo basato sui costi risulta inadeguato non considerando i ricavi fissi e quindi la parziale copertura dei costi stessi attraverso i finanziamenti. Le caratteristiche dell’impresa artistico-culturale, nonché la conseguente inadeguatezza dei tradizionali metodi di definizione del prezzo, ci indirizzano ad utilizzare il BEP come la base teorica di un innovativo sistema di definizione del prezzo di equilibrio (Break Even Price), ossia del prezzo più basso che l’impresa può far pagare al fruitore per recuperare i costi totali, realizzare la propria mission e sopravvivere.

Break Even Price. Un nuovo metodo di definizione del prezzo per l’impresa culturale

Fabiana Sciarelli;
2015-01-01

Abstract

Nel caso delle imprese che producono servizi per la società, come quelle culturali, l’obiettivo primario è la diffusione del servizio per un miglioramento della società stessa. Per aumentare la diffusione della cultura, le imprese devono applicare prezzi bassi, ma per evitare squilibri economici, devono necessariamente accedere a finanziamenti pubblici o privati, che in questo lavoro chiameremo ricavi fissi. Molte imprese culturali hanno, inoltre, vincoli strutturali, come ad esempio i posti agibili di un teatro, che determinano la quantità massima producibile e vendibile. Per raggiungere l’equilibrio economico, quindi, un’impresa culturale, non avendo la compiuta possibilità di variare la quantità prodotta e venduta, non potendo ridurre i costi senza modificare la qualità del servizio, ha una principale variabile di intervento: il prezzo. Il prezzo diviene, infatti, una variabile strategica che i metodi tradizionali di determinazione dello stesso non sono atti a definire. In particolare il metodo basato sui costi risulta inadeguato non considerando i ricavi fissi e quindi la parziale copertura dei costi stessi attraverso i finanziamenti. Le caratteristiche dell’impresa artistico-culturale, nonché la conseguente inadeguatezza dei tradizionali metodi di definizione del prezzo, ci indirizzano ad utilizzare il BEP come la base teorica di un innovativo sistema di definizione del prezzo di equilibrio (Break Even Price), ossia del prezzo più basso che l’impresa può far pagare al fruitore per recuperare i costi totali, realizzare la propria mission e sopravvivere.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11574/228466
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