In questo saggio si propone una visione filosofica della vulnerabilità ambientale e sociale. Il focus è sull’epoca dell’Antropocene in quanto caratterizzata da una serie di paradossi che soltanto una bioetica allargata può dal punto di vista teoretico e pratico affrontare. Lavorando a partire da una problematizzazione concettuale della “vulnera¬bilità”, così come si è andata strutturando nell’ordine del discorso contem¬poraneo, e a partire dalle condizioni di possibilità dell’esperienza storica e temporale di noi moderni, l’Autore intende dimostrare come la rimozione di ogni dimensione sociale e politica di produzione di vulnerabilità ab¬bia come esito l’istituzione di soggettività deboli per natura e, in quanto deboli, vulnerabilizzate, vittimizzate e dunque più facilmente governate o marginalizzate. Qual è, dunque, il compito dell’analisi filosofica e bioetica dinanzi alle vulnerabilità che si moltiplicano nell’epoca dell’Antropocene e della “società del rischio”? Quello di definire i quadri interpretativi e, definendoli, aprire all’azione possibile e trasformativa dell’universo sim¬bolico e socio-politico per vincere sfide che potrebbero essere determinanti per chi non c’è ancora e per chi c’è e non conta.
RIPENSARE LA “VULNERABILITÀ AMBIENTALE” NELL’ANTROPOCENE: PARADOSSI E PROBLEMATIZZAZIONI
Salottolo Delio
2025-01-01
Abstract
In questo saggio si propone una visione filosofica della vulnerabilità ambientale e sociale. Il focus è sull’epoca dell’Antropocene in quanto caratterizzata da una serie di paradossi che soltanto una bioetica allargata può dal punto di vista teoretico e pratico affrontare. Lavorando a partire da una problematizzazione concettuale della “vulnera¬bilità”, così come si è andata strutturando nell’ordine del discorso contem¬poraneo, e a partire dalle condizioni di possibilità dell’esperienza storica e temporale di noi moderni, l’Autore intende dimostrare come la rimozione di ogni dimensione sociale e politica di produzione di vulnerabilità ab¬bia come esito l’istituzione di soggettività deboli per natura e, in quanto deboli, vulnerabilizzate, vittimizzate e dunque più facilmente governate o marginalizzate. Qual è, dunque, il compito dell’analisi filosofica e bioetica dinanzi alle vulnerabilità che si moltiplicano nell’epoca dell’Antropocene e della “società del rischio”? Quello di definire i quadri interpretativi e, definendoli, aprire all’azione possibile e trasformativa dell’universo sim¬bolico e socio-politico per vincere sfide che potrebbero essere determinanti per chi non c’è ancora e per chi c’è e non conta.File | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
7. RIPENSARE LA “VULNERABILITÀ AMBIENTALE” NELL’ANTROPOCENE.pdf
solo utenti autorizzati
Tipologia:
Documento in Post-print
Licenza:
Copyright dell'editore
Dimensione
3.6 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.6 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.