Il modello registico proposto e sperimentato da Bertolt Brecht ha un’impostazione dialettica e collaborativa. Durante le prove, egli non impone una sua visione dello spettacolo preconfezionata da riprodurre servilmente sul palcoscenico. La creazione della messa in scena è piuttosto un processo graduale, che si articola attraverso le proposte e le idee degli attori e degli altri operatori. Lo stesso approccio dialettico è stato adottato da Brecht per mettere a punto le caratteristiche del teatro epico. Nel corso degli anni, si è affidato al dialogo con collaboratori e amici, afferenti agli ambiti artistici più disparati, per dare forma tangibile alla sua idea di teatro. Per ciò che riguarda la recitazione, il confronto costante con le competenze attoriche di sua moglie, l’attrice Helene Weigel, è stato fondamentale per costruire la celebre tecnica dello straniamento. Il rapporto lavorativo tra i due, nato negli anni Venti come collaborazione sulla recitazione epica, si consolida progressivamente nel corso del Novecento, fino a diventare un vero sodalizio artistico. Oggetto del presente saggio è ripercorrere gli snodi cruciali di questo lungo sodalizio, con l’obiettivo di rilevare il grande contributo offerto da Weigel alla messa a punto della tecnica dello straniamento e di evidenziare il ruolo cruciale da lei svolto nella presentazione dello stile epico brechtiano e nella sua diffusione su scala internazionale.

Brecht e Weigel. Storia di un sodalizio artistico

Maria Morvillo
2025-01-01

Abstract

Il modello registico proposto e sperimentato da Bertolt Brecht ha un’impostazione dialettica e collaborativa. Durante le prove, egli non impone una sua visione dello spettacolo preconfezionata da riprodurre servilmente sul palcoscenico. La creazione della messa in scena è piuttosto un processo graduale, che si articola attraverso le proposte e le idee degli attori e degli altri operatori. Lo stesso approccio dialettico è stato adottato da Brecht per mettere a punto le caratteristiche del teatro epico. Nel corso degli anni, si è affidato al dialogo con collaboratori e amici, afferenti agli ambiti artistici più disparati, per dare forma tangibile alla sua idea di teatro. Per ciò che riguarda la recitazione, il confronto costante con le competenze attoriche di sua moglie, l’attrice Helene Weigel, è stato fondamentale per costruire la celebre tecnica dello straniamento. Il rapporto lavorativo tra i due, nato negli anni Venti come collaborazione sulla recitazione epica, si consolida progressivamente nel corso del Novecento, fino a diventare un vero sodalizio artistico. Oggetto del presente saggio è ripercorrere gli snodi cruciali di questo lungo sodalizio, con l’obiettivo di rilevare il grande contributo offerto da Weigel alla messa a punto della tecnica dello straniamento e di evidenziare il ruolo cruciale da lei svolto nella presentazione dello stile epico brechtiano e nella sua diffusione su scala internazionale.
2025
979-125-510-316-5
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