Voci della cultura romena. Studi critici e poesia contemporanea propone una lettura in lingua italiana di opere romene e moldave, dando voce a scritture decentrate e spesso poco note oltre i confini geografici della Romania. Il volume unisce saggi critici e testi letterari, mostrando come la letteratura delle micro-comunità etniche e linguistiche dell’Europa orientale costituisca uno spazio di resistenza culturale, memoria storica e costruzione identitaria. Attraverso i contributi di Mircea A. Diaconu e Nicolae Oprea, e la narrativa di Ion Iachim, il lettore si avvicina alla complessità della diaspora romenofona e alla vitalità della scrittura come strumento politico e simbolico. La sezione poetica presenta voci contemporanee della Moldavia – tra cui Arcadie Suceveanu, Irina Nechiț, Liliana Armașu, Nicolae Popa e Teo Chiriac – che riflettono sulle contraddizioni del presente, la soggettività e la funzione politica della lingua. L’antologia traccia una “geografia emozionale” europea alternativa, mostrando come i margini possano diventare centri di produzione culturale e contribuendo a costruire ponti tra culture periferiche e pubblico italiano.
Voci della cultura romena. Studi critici e poesia contemporanea
Irma Maria Grazia Carannante
2025-01-01
Abstract
Voci della cultura romena. Studi critici e poesia contemporanea propone una lettura in lingua italiana di opere romene e moldave, dando voce a scritture decentrate e spesso poco note oltre i confini geografici della Romania. Il volume unisce saggi critici e testi letterari, mostrando come la letteratura delle micro-comunità etniche e linguistiche dell’Europa orientale costituisca uno spazio di resistenza culturale, memoria storica e costruzione identitaria. Attraverso i contributi di Mircea A. Diaconu e Nicolae Oprea, e la narrativa di Ion Iachim, il lettore si avvicina alla complessità della diaspora romenofona e alla vitalità della scrittura come strumento politico e simbolico. La sezione poetica presenta voci contemporanee della Moldavia – tra cui Arcadie Suceveanu, Irina Nechiț, Liliana Armașu, Nicolae Popa e Teo Chiriac – che riflettono sulle contraddizioni del presente, la soggettività e la funzione politica della lingua. L’antologia traccia una “geografia emozionale” europea alternativa, mostrando come i margini possano diventare centri di produzione culturale e contribuendo a costruire ponti tra culture periferiche e pubblico italiano.| File | Dimensione | Formato | |
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