Scopo del presente saggio è di elaborare una riflessione intorno alla diffusione dell’opera di José Saramago in contesti «anglofoni», a partire dalla sua traduzione. Si tratta di una diffusione che riguarda sia i paesi di lingua inglese che, in senso più ampio, il contesto internazionale, in virtù dell’elevato peso specifico e potere dell’inglese come lingua transnazionale. Il lavoro di Saramago contribuisce a illuminare, e in una certa misura a ricontestualizzare, alcune tendenze della critica anglofona britannica e statunitense dell’ultimo cinquantennio circa, costituendo in qualche modo un banco di prova della diffusione, molto spesso globale, di tali tendenze. Mi concentro dunque su alcune letture di Saramago da parte della critica letteraria anglofona – in particolar modo quella proveniente dal mondo accademico statunitense e britannico – facendo di tali riflessioni oggetto di riflessione a loro volta. Inoltre, sottolineo una sua particolare fecondità per sviluppare un discorso sulla comunità in chiave transnazionale. Saramago ha in più di un’occasione interrogato la natura della comunità, accompagnando e complicando questa interrogazione grazie a un elevato grado di consapevolezza metaletteraria e dalla messa in scena della scrittura stessa. La mia ipotesi è che l’opera di Saramago, “mondializzata” grazie alla sua diffusione internazionale e traduzione, possa essere letta come un appello vivo alla creazione di una comunità in un doppio senso: comunità di cittadini del mondo da un lato, comunità mondiale di scrittori e lettori dall’altro.
Quale comunità? Letture anglofone di José Saramago tra politica e letteratura
Serena Fusco
In corso di stampa
Abstract
Scopo del presente saggio è di elaborare una riflessione intorno alla diffusione dell’opera di José Saramago in contesti «anglofoni», a partire dalla sua traduzione. Si tratta di una diffusione che riguarda sia i paesi di lingua inglese che, in senso più ampio, il contesto internazionale, in virtù dell’elevato peso specifico e potere dell’inglese come lingua transnazionale. Il lavoro di Saramago contribuisce a illuminare, e in una certa misura a ricontestualizzare, alcune tendenze della critica anglofona britannica e statunitense dell’ultimo cinquantennio circa, costituendo in qualche modo un banco di prova della diffusione, molto spesso globale, di tali tendenze. Mi concentro dunque su alcune letture di Saramago da parte della critica letteraria anglofona – in particolar modo quella proveniente dal mondo accademico statunitense e britannico – facendo di tali riflessioni oggetto di riflessione a loro volta. Inoltre, sottolineo una sua particolare fecondità per sviluppare un discorso sulla comunità in chiave transnazionale. Saramago ha in più di un’occasione interrogato la natura della comunità, accompagnando e complicando questa interrogazione grazie a un elevato grado di consapevolezza metaletteraria e dalla messa in scena della scrittura stessa. La mia ipotesi è che l’opera di Saramago, “mondializzata” grazie alla sua diffusione internazionale e traduzione, possa essere letta come un appello vivo alla creazione di una comunità in un doppio senso: comunità di cittadini del mondo da un lato, comunità mondiale di scrittori e lettori dall’altro.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
