Ad oggi la Federazione Russa non ha nella propria legislazione alcuna legge a tutela delle donne vittime di violenza. Nel 2019 il progetto di legge portato in Parlamento è stato bocciato perché “distruggeva la famiglia”. Dal 2022 si sono intensificate le azioni governative contro il movimento LGBT attualmente dichiarato estremista e vietato sull’intero territorio. Il buco normativo sulla violenza sulle donne, e il carattere criminoso attribuito al movimento LGBT, sono la rappresentazione giuridica di una situazione sociale ereditata da una concezione patriarcale in cui una donna e, più in generale, una persona dall’orientamento di genere “non standard” non può sentirsi libera e al sicuro. Se l’imperialismo statale sembra non preoccuparsi dell’incolumità dei propri cittadini, della protezione della loro libertà, la popolazione russa reagisce attraverso movimenti di attivisti, festival dedicati e una ricca produzione artistica a favore dei non tutelati e contro gli stereotipi sessisti ancora profondamente radicati nella gran parte della popolazione russa, dalle campagne alle metropoli, dai bassifondi ai palazzi di Moscow city. All’interno di questo quadro, si propone una ricerca collettiva – di docenti e studenti – sulla violenza di genere nella Russia contemporanea e sui crimini d’odio ai danni delle donne e dei transgender, che coinvolgerà un gruppo di studenti del I anno della laurea magistrale di lingua russa (MCC, MIR, MTS, MLC). Questi, divisi in gruppi e coordinati da Annalisa Di Santo hanno lavorato sul tema della violenza sulle donne e sulla comunità LGBT da un punto di vista sociolinguistico, mentre a cura esclusiva della docente viene approfondita la rappresentazione normativa della questione. In concreto, viene raccolto un corpus multimediale composto da testimonianze autentiche sotto forma di: 1. interviste di attiviste / giornaliste / intellettuali, impegnate nella difesa dei diritti delle vittime; 2. testi scelti di poesie e/o prose che hanno per tema la violenza di genere. Il corpus raccolto è analizzato e commentato dagli studenti del primo anno della laura magistrale secondo gli strumenti dell'analisi morfologica, lessicologica e traduttologica acquisiti durante il corso di lingua russa. Tale proposta si propone il duplice fine di sensibilizzare – studenti e partecipanti all’evento – sui temi legati alla violenza in Russia ai danni delle donne e dei transgender; e al tempo stesso di coinvolgere gli studenti in attività che coniughino la ricerca del materiale audiovisivo, la traduzione e lo sviluppo delle competenze interculturali.

La narrazione della violenza di genere tra norme giuridiche, testimonianze e movimenti di liberazione nella Russia contemporanea

Annalisa Di Santo
2025-01-01

Abstract

Ad oggi la Federazione Russa non ha nella propria legislazione alcuna legge a tutela delle donne vittime di violenza. Nel 2019 il progetto di legge portato in Parlamento è stato bocciato perché “distruggeva la famiglia”. Dal 2022 si sono intensificate le azioni governative contro il movimento LGBT attualmente dichiarato estremista e vietato sull’intero territorio. Il buco normativo sulla violenza sulle donne, e il carattere criminoso attribuito al movimento LGBT, sono la rappresentazione giuridica di una situazione sociale ereditata da una concezione patriarcale in cui una donna e, più in generale, una persona dall’orientamento di genere “non standard” non può sentirsi libera e al sicuro. Se l’imperialismo statale sembra non preoccuparsi dell’incolumità dei propri cittadini, della protezione della loro libertà, la popolazione russa reagisce attraverso movimenti di attivisti, festival dedicati e una ricca produzione artistica a favore dei non tutelati e contro gli stereotipi sessisti ancora profondamente radicati nella gran parte della popolazione russa, dalle campagne alle metropoli, dai bassifondi ai palazzi di Moscow city. All’interno di questo quadro, si propone una ricerca collettiva – di docenti e studenti – sulla violenza di genere nella Russia contemporanea e sui crimini d’odio ai danni delle donne e dei transgender, che coinvolgerà un gruppo di studenti del I anno della laurea magistrale di lingua russa (MCC, MIR, MTS, MLC). Questi, divisi in gruppi e coordinati da Annalisa Di Santo hanno lavorato sul tema della violenza sulle donne e sulla comunità LGBT da un punto di vista sociolinguistico, mentre a cura esclusiva della docente viene approfondita la rappresentazione normativa della questione. In concreto, viene raccolto un corpus multimediale composto da testimonianze autentiche sotto forma di: 1. interviste di attiviste / giornaliste / intellettuali, impegnate nella difesa dei diritti delle vittime; 2. testi scelti di poesie e/o prose che hanno per tema la violenza di genere. Il corpus raccolto è analizzato e commentato dagli studenti del primo anno della laura magistrale secondo gli strumenti dell'analisi morfologica, lessicologica e traduttologica acquisiti durante il corso di lingua russa. Tale proposta si propone il duplice fine di sensibilizzare – studenti e partecipanti all’evento – sui temi legati alla violenza in Russia ai danni delle donne e dei transgender; e al tempo stesso di coinvolgere gli studenti in attività che coniughino la ricerca del materiale audiovisivo, la traduzione e lo sviluppo delle competenze interculturali.
2025
978-88-6719-366-0
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