La Turchia vanta una lunga tradizione di fumetti e graphic novel. Sebbene l’arte sequenziale abbia attraversato la storia della Turchia repubblicana fin dalle sue origini, nell’ultimo decennio ha assunto nuove, diversificate connotazioni politiche. In particolare, una nuova tendenza è emersa a partire dal 2013 e più precisamente dalla cosiddetta “estate di Gezi”. Quest’espressione indica l’ondata di protesta che, scoppiata in difesa del parco urbano di Gezi a Istanbul nel giugno 2013, nel giro di pochi giorni si è estesa a tutto il paese trasformando la piccola mobilitazione ambientalista in una contestazione antigovernativa su scala nazionale. Frutto di questa esperienza sono due graphic novel di stampo marcatamente politico: #isyan (#rivolta) e Resist Comics: Scenes from the Gezi Resistance. Il primo, scritto da Erkan Yıldız e illustrato da Arda Güler, ripercorre le vicende di quell’estate attraverso le testimonianze di alcuni manifestanti sotto processo, difendendo in questo modo le istanze della protesta rispetto alle accuse faziose di personaggi vicini al governo e dei media mainstream. Il secondo è un lavoro collettaneo a cura dell’accademico e vignettista turco di stanza a Sydney Can Yalçınkaya che nasce dalla volontà della diaspora turca di contribuire alla protesta. Ma le nuove tendenze del graphic novel turco non sono esclusivamente legate all’esperienza di Gezi e recentemente altre pubblicazioni hanno sperimentato con l’elemento politico in modi alternativi. Inquadrando questi titoli nel contesto storico-politico, nonché nella tradizione fumettistica locale, questo contributo illustra i modi in cui i graphic novel turchi partecipano all’affermarsi di narrazioni alternative che contestano il potere egemonico, creando nuovi spazi di resistenza culturale e politica.

Ostinata e contraria: la nona arte in Turchia

Valentina Marcella
2022-01-01

Abstract

La Turchia vanta una lunga tradizione di fumetti e graphic novel. Sebbene l’arte sequenziale abbia attraversato la storia della Turchia repubblicana fin dalle sue origini, nell’ultimo decennio ha assunto nuove, diversificate connotazioni politiche. In particolare, una nuova tendenza è emersa a partire dal 2013 e più precisamente dalla cosiddetta “estate di Gezi”. Quest’espressione indica l’ondata di protesta che, scoppiata in difesa del parco urbano di Gezi a Istanbul nel giugno 2013, nel giro di pochi giorni si è estesa a tutto il paese trasformando la piccola mobilitazione ambientalista in una contestazione antigovernativa su scala nazionale. Frutto di questa esperienza sono due graphic novel di stampo marcatamente politico: #isyan (#rivolta) e Resist Comics: Scenes from the Gezi Resistance. Il primo, scritto da Erkan Yıldız e illustrato da Arda Güler, ripercorre le vicende di quell’estate attraverso le testimonianze di alcuni manifestanti sotto processo, difendendo in questo modo le istanze della protesta rispetto alle accuse faziose di personaggi vicini al governo e dei media mainstream. Il secondo è un lavoro collettaneo a cura dell’accademico e vignettista turco di stanza a Sydney Can Yalçınkaya che nasce dalla volontà della diaspora turca di contribuire alla protesta. Ma le nuove tendenze del graphic novel turco non sono esclusivamente legate all’esperienza di Gezi e recentemente altre pubblicazioni hanno sperimentato con l’elemento politico in modi alternativi. Inquadrando questi titoli nel contesto storico-politico, nonché nella tradizione fumettistica locale, questo contributo illustra i modi in cui i graphic novel turchi partecipano all’affermarsi di narrazioni alternative che contestano il potere egemonico, creando nuovi spazi di resistenza culturale e politica.
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