Questo articolo propone una lettura psicoanalitica della Prima Elegia di Nichita Stănescu, focalizzandosi sulla dialettica tra soggettività, linguaggio e Reale. Ancorata alla teoria lacaniana, l’analisi indaga come la poesia metta in scena l’incontro impossibile con il Reale, inteso come nucleo irrappresentabile che sfugge alla simbolizzazione ma al contempo struttura il desiderio del soggetto. La figura ricorrente di El/el viene interpretata come un significante enigmatico, refrattario a ogni fissazione definitiva, che opera all’intersezione tra assenza e presenza, significazione e perdita. Attraverso un dialogo con Freud, Lacan, Žižek e Agamben, lo studio mette in luce come il linguaggio poetico di Stănescu insceni un confronto malinconico con l’impossibilità della pienezza, trasformando il vuoto stesso in luogo di testimonianza. La poesia diventa così uno spazio metapsicologico in cui il soggetto, fratturato dal linguaggio, si misura simultaneamente con la propria mancanza costitutiva e con l’inesauribile tensione verso il senso
IL REALE COME ENIGMA DEL DESIDERIO: LINGUAGGIO E SOGGETTIVITÀ NELL’ELEGIA PRIMA DI NICHITA STĂNESCU
Giovanni Rotiroti
2025-01-01
Abstract
Questo articolo propone una lettura psicoanalitica della Prima Elegia di Nichita Stănescu, focalizzandosi sulla dialettica tra soggettività, linguaggio e Reale. Ancorata alla teoria lacaniana, l’analisi indaga come la poesia metta in scena l’incontro impossibile con il Reale, inteso come nucleo irrappresentabile che sfugge alla simbolizzazione ma al contempo struttura il desiderio del soggetto. La figura ricorrente di El/el viene interpretata come un significante enigmatico, refrattario a ogni fissazione definitiva, che opera all’intersezione tra assenza e presenza, significazione e perdita. Attraverso un dialogo con Freud, Lacan, Žižek e Agamben, lo studio mette in luce come il linguaggio poetico di Stănescu insceni un confronto malinconico con l’impossibilità della pienezza, trasformando il vuoto stesso in luogo di testimonianza. La poesia diventa così uno spazio metapsicologico in cui il soggetto, fratturato dal linguaggio, si misura simultaneamente con la propria mancanza costitutiva e con l’inesauribile tensione verso il sensoI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
