L’elezione presidenziale francese del 2022 offre un contesto privilegiato per analizzare il ruolo del linguaggio nella costruzione politica della violenza di genere. Attraverso un’analisi linguistica dei corpora di tweet di Marine Le Pen ed Éric Zemmour, questo studio mostra come la violenza contro le donne venga discorsivamente ricontestualizzata all’interno di un frame securitario e identitario. I due candidati impiegano un lessico altamente valutativo e allarmistico, caratterizzato da frasi brevi e assertive, che intensificano la percezione di urgenza e minaccia. L’uso sistematico di metonimie, metafore e opposizioni binarie — in particolare femmes vulnérables vs. agresseurs étrangers — contribuisce alla costruzione di una rappresentazione polarizzata della realtà, attraverso processi di esternalizzazione della violenza e semplificazione delle sue cause strutturali. L’analisi mostra inoltre come tali scelte discorsive concorrano alla legittimazione di un’agenda politica fondata sulla sicurezza e sulla riaffermazione culturale, evidenziando il ruolo del linguaggio nell’organizzare, manipolare e orientare la percezione pubblica della violenza di genere.

Costruire la minaccia: la violenza sulle donne nel discorso su Twitter di Le Pen e Zemmour durante la campagna presidenziale francese del 2022

centrella
2025-01-01

Abstract

L’elezione presidenziale francese del 2022 offre un contesto privilegiato per analizzare il ruolo del linguaggio nella costruzione politica della violenza di genere. Attraverso un’analisi linguistica dei corpora di tweet di Marine Le Pen ed Éric Zemmour, questo studio mostra come la violenza contro le donne venga discorsivamente ricontestualizzata all’interno di un frame securitario e identitario. I due candidati impiegano un lessico altamente valutativo e allarmistico, caratterizzato da frasi brevi e assertive, che intensificano la percezione di urgenza e minaccia. L’uso sistematico di metonimie, metafore e opposizioni binarie — in particolare femmes vulnérables vs. agresseurs étrangers — contribuisce alla costruzione di una rappresentazione polarizzata della realtà, attraverso processi di esternalizzazione della violenza e semplificazione delle sue cause strutturali. L’analisi mostra inoltre come tali scelte discorsive concorrano alla legittimazione di un’agenda politica fondata sulla sicurezza e sulla riaffermazione culturale, evidenziando il ruolo del linguaggio nell’organizzare, manipolare e orientare la percezione pubblica della violenza di genere.
2025
978-88-6719-366-0
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11574/255407
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