Questo numero di Mediascapes Journal, dal titolo GEMINI-SCAPES. Detecting the Interplay between Serial Dramas, Gender Issues and European Young Audiences, curato da Marica Spalletta, Louise Brix Jacobsen e Valentina Re, indaga l’interdipendenza tra questioni di genere, serialità e giovani nel mediascape contemporaneo. Originato dalla conferenza finale del progetto europeo GEMINI (CERV-2022-GE), il numero raccoglie 18 contributi di 40 studiosi provenienti da Università italiane, europee e statunitensi. I contributi – che fanno dialogare scienze sociali e humanities – mostrano come le serie siano spazi privilegiati in cui gli immaginari di genere vengono prodotti e fatti circolare, e al contempo accettati, contestati o negoziati da parte di pubblici sempre più transnazionali. Essi evidenziano inoltre l’ambiguità di una cultural diversity che nella platform society diventa asset strategico e leva di mercato più che valore da tutelare; per non dire dell’autenticità, vero e proprio spartiacque tra un’inclusione trasformativa e una normalizzazione di facciata. Ne emerge un quadro ambivalente, in cui visibilità progressiva e convenzioni persistenti convivono, e diversità e inclusione si rivelano conquiste contese più che acquisizioni date.

GEMINI-SCAPES. Detecting the Interplay between Serial Dramas, Gender Issues and European Young Audiences

V. Re
2026-01-01

Abstract

Questo numero di Mediascapes Journal, dal titolo GEMINI-SCAPES. Detecting the Interplay between Serial Dramas, Gender Issues and European Young Audiences, curato da Marica Spalletta, Louise Brix Jacobsen e Valentina Re, indaga l’interdipendenza tra questioni di genere, serialità e giovani nel mediascape contemporaneo. Originato dalla conferenza finale del progetto europeo GEMINI (CERV-2022-GE), il numero raccoglie 18 contributi di 40 studiosi provenienti da Università italiane, europee e statunitensi. I contributi – che fanno dialogare scienze sociali e humanities – mostrano come le serie siano spazi privilegiati in cui gli immaginari di genere vengono prodotti e fatti circolare, e al contempo accettati, contestati o negoziati da parte di pubblici sempre più transnazionali. Essi evidenziano inoltre l’ambiguità di una cultural diversity che nella platform society diventa asset strategico e leva di mercato più che valore da tutelare; per non dire dell’autenticità, vero e proprio spartiacque tra un’inclusione trasformativa e una normalizzazione di facciata. Ne emerge un quadro ambivalente, in cui visibilità progressiva e convenzioni persistenti convivono, e diversità e inclusione si rivelano conquiste contese più che acquisizioni date.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11574/257963
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