Il saggio analizza le relazioni politico-diplomatiche tra la Repubblica di Venezia e l'Ulus di Jochi (Orda d'Oro) tra la crisi di Tana del 1343 e l'attacco di Tamerlano del 1395, interpretandole come un rapporto strutturalmente asimmetrico. Attraverso l'esame dei trattati, delle deliberazioni veneziane e della documentazione diplomatica, il contributo mostra come i privilegi commerciali concessi ai mercanti veneziani fossero il risultato di una politica di concessioni controllata dalla cancelleria mongola, che mantenne costantemente l'iniziativa nei rapporti con la Serenissima. La crisi del 1343, le trasformazioni economiche conseguenti alla peste, la frammentazione politica dell'Orda d'Oro e, infine, la devastazione provocata dalle campagne timuridi modificarono profondamente gli equilibri commerciali del mar Nero, imponendo a Venezia una continua capacità di adattamento. Il saggio sostiene che proprio questa combinazione di flessibilità diplomatica, resilienza istituzionale e riconfigurazione delle reti mercantili consentì alla Serenissima di preservare un ruolo significativo nei commerci euroasiatici nonostante una persistente subordinazione politica nei confronti del potere mongolo. In questa prospettiva, il caso veneziano rappresenta un esempio precoce di diplomazia commerciale in un contesto policentrico e di gestione della vulnerabilità all'interno delle reti di scambio eurasiatiche.

Venezia e la Ulus di Jochi dalla crisi dei rapporti all’attacco timuride (1343-1395). Un rapporto diseguale?

Lorenzo Pubblici
2026-01-01

Abstract

Il saggio analizza le relazioni politico-diplomatiche tra la Repubblica di Venezia e l'Ulus di Jochi (Orda d'Oro) tra la crisi di Tana del 1343 e l'attacco di Tamerlano del 1395, interpretandole come un rapporto strutturalmente asimmetrico. Attraverso l'esame dei trattati, delle deliberazioni veneziane e della documentazione diplomatica, il contributo mostra come i privilegi commerciali concessi ai mercanti veneziani fossero il risultato di una politica di concessioni controllata dalla cancelleria mongola, che mantenne costantemente l'iniziativa nei rapporti con la Serenissima. La crisi del 1343, le trasformazioni economiche conseguenti alla peste, la frammentazione politica dell'Orda d'Oro e, infine, la devastazione provocata dalle campagne timuridi modificarono profondamente gli equilibri commerciali del mar Nero, imponendo a Venezia una continua capacità di adattamento. Il saggio sostiene che proprio questa combinazione di flessibilità diplomatica, resilienza istituzionale e riconfigurazione delle reti mercantili consentì alla Serenissima di preservare un ruolo significativo nei commerci euroasiatici nonostante una persistente subordinazione politica nei confronti del potere mongolo. In questa prospettiva, il caso veneziano rappresenta un esempio precoce di diplomazia commerciale in un contesto policentrico e di gestione della vulnerabilità all'interno delle reti di scambio eurasiatiche.
2026
979-12-81044-32-6
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11574/258121
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