In questo studio si intende analizzare il romanzo Mediterraneo di Panait Istrati, a partire dalla filosofia di Maurice Merleau-Ponty riguardo ai temi della percezione e dell’ambiente. Prendendo in esame alcuni brani, si metterà in evidenza l’influenza del paesaggio mediterraneo sui personaggi di Istrati. Siccome il filosofo francese sostiene che la natura sia un’entità interattiva con gli individui e non semplicemente una risorsa esterna – enfatizzando il ruolo della percezione corporea nel legame tra uomo e ambiente – il mare descritto nel romanzo di Istrati potrebbe essere considerato non solo come uno straordinario sfondo letterario, ma anche come un elemento dinamico e partecipativo che plasma l’esperienza e la percezione del mondo di Adriano, il protagonista, e dei suoi amici. In particolare, attraverso i concetti merleau-pontyani di “intersoggettività”, “reversibilità” e “sinestesia”, l’articolo evidenzia come il paesaggio mediterraneo agisca da mediatore attivo tra i personaggi e il mondo, plasmando la loro scelte esistenziali. Attraverso questo mare, l’autore illustra il rapporto che esiste tra individuo e natura, in cui il paesaggio marino viene presentato da Istrati come una metafora delle aspirazioni, delle inquietudini e delle esperienze dei personaggi principali.

Percezione e natura. Mediterraneo di Panait Istrati

Irma Maria Grazia Carannante
2026-01-01

Abstract

In questo studio si intende analizzare il romanzo Mediterraneo di Panait Istrati, a partire dalla filosofia di Maurice Merleau-Ponty riguardo ai temi della percezione e dell’ambiente. Prendendo in esame alcuni brani, si metterà in evidenza l’influenza del paesaggio mediterraneo sui personaggi di Istrati. Siccome il filosofo francese sostiene che la natura sia un’entità interattiva con gli individui e non semplicemente una risorsa esterna – enfatizzando il ruolo della percezione corporea nel legame tra uomo e ambiente – il mare descritto nel romanzo di Istrati potrebbe essere considerato non solo come uno straordinario sfondo letterario, ma anche come un elemento dinamico e partecipativo che plasma l’esperienza e la percezione del mondo di Adriano, il protagonista, e dei suoi amici. In particolare, attraverso i concetti merleau-pontyani di “intersoggettività”, “reversibilità” e “sinestesia”, l’articolo evidenzia come il paesaggio mediterraneo agisca da mediatore attivo tra i personaggi e il mondo, plasmando la loro scelte esistenziali. Attraverso questo mare, l’autore illustra il rapporto che esiste tra individuo e natura, in cui il paesaggio marino viene presentato da Istrati come una metafora delle aspirazioni, delle inquietudini e delle esperienze dei personaggi principali.
2026
978-88-6719-373-8
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11574/258260
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