L’introduzione al secondo volume, intitolata "Dall’endocosmo alla città", delinea l’evoluzione della lirica giapponese tra il XII e il XIX secolo come un progressivo passaggio dai raffinati ambienti di corte alla vivace realtà urbana. Il testo presenta la poesia come una sfida intellettuale, dove la bellezza non è mai superficiale ma richiede al lettore di decodificare una rete complessa di risonanze con il passato. Il cuore di questa trasformazione risiede nel binomio tra 'ga' (l’elegante) e 'zoku' (il volgare), una polarità che permette di far dialogare sacro e profano, nobiltà e popolo. Si parte dall'apice della raffinatezza dello Shin kokin wakashū, caratterizzato dalla tecnica dello honkadori (variazione allusiva), per arrivare alla "democratizzazione" della parola letteraria operata dai mercanti e artigiani del periodo Edo. Attraverso generi come il renga, lo haikai di Bashō e le forme satiriche del senryū e del kyōka, l’antologia documenta come la poesia abbia saputo reinventarsi costantemente, oscillando tra il rispetto per una tradizione millenaria e la necessità di dar voce alla nuova coscienza cittadina.
Introduzione al volume II. Dall’endocosmo alla città: L’evoluzione della poesia giapponese tra tradizione e modernità
Giuseppe Giordano
2026-01-01
Abstract
L’introduzione al secondo volume, intitolata "Dall’endocosmo alla città", delinea l’evoluzione della lirica giapponese tra il XII e il XIX secolo come un progressivo passaggio dai raffinati ambienti di corte alla vivace realtà urbana. Il testo presenta la poesia come una sfida intellettuale, dove la bellezza non è mai superficiale ma richiede al lettore di decodificare una rete complessa di risonanze con il passato. Il cuore di questa trasformazione risiede nel binomio tra 'ga' (l’elegante) e 'zoku' (il volgare), una polarità che permette di far dialogare sacro e profano, nobiltà e popolo. Si parte dall'apice della raffinatezza dello Shin kokin wakashū, caratterizzato dalla tecnica dello honkadori (variazione allusiva), per arrivare alla "democratizzazione" della parola letteraria operata dai mercanti e artigiani del periodo Edo. Attraverso generi come il renga, lo haikai di Bashō e le forme satiriche del senryū e del kyōka, l’antologia documenta come la poesia abbia saputo reinventarsi costantemente, oscillando tra il rispetto per una tradizione millenaria e la necessità di dar voce alla nuova coscienza cittadina.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
