Il testo analizza il brutto, il grottesco e l’orrido come categorie estetiche che, progressivamente emancipatesi dalla subordinazione al bello, ampliano il campo dell’esperienza estetica attraverso il negativo, il disarmonico e il perturbante. Il percorso ricostruisce la formazione storica e teorica del brutto, dalla riflessione moderna fino a Rosenkranz, Adorno e Bataille, evidenziandone la crescente funzione critica e conoscitiva. Il grottesco viene indagato nella sua capacità di destabilizzare le forme attraverso deformazione, eccesso e ibridazione, fino alla sua piena valorizzazione nel Romanticismo e nell’arte moderna. L’orrido, infine, è analizzato nel rapporto con il sublime, il terrore e la repulsione e nelle sue manifestazioni artistiche contemporanee. Le tre categorie mostrano così come la negatività possa diventare uno strumento estetico per interrogare i limiti della rappresentazione e le contraddizioni della realtà e dell’esperienza contemporanea.
Categorie estetiche, Capitolo 18 (par.18.2 Il brutto, il grottesco, l'orrido)
Aurorarosa Alison
2026-01-01
Abstract
Il testo analizza il brutto, il grottesco e l’orrido come categorie estetiche che, progressivamente emancipatesi dalla subordinazione al bello, ampliano il campo dell’esperienza estetica attraverso il negativo, il disarmonico e il perturbante. Il percorso ricostruisce la formazione storica e teorica del brutto, dalla riflessione moderna fino a Rosenkranz, Adorno e Bataille, evidenziandone la crescente funzione critica e conoscitiva. Il grottesco viene indagato nella sua capacità di destabilizzare le forme attraverso deformazione, eccesso e ibridazione, fino alla sua piena valorizzazione nel Romanticismo e nell’arte moderna. L’orrido, infine, è analizzato nel rapporto con il sublime, il terrore e la repulsione e nelle sue manifestazioni artistiche contemporanee. Le tre categorie mostrano così come la negatività possa diventare uno strumento estetico per interrogare i limiti della rappresentazione e le contraddizioni della realtà e dell’esperienza contemporanea.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
