Il saggio ripercorre le origini e la trasformazione della comunità ebraica di Roma dalla fine dell’età repubblicana ai primi secoli dell'era volgare. Nata principalmente a seguito delle campagne militari romane in Oriente (come quelle di Pompeo nel 63 a.C. e di Sosio nel 37 a.C.), la presenza ebraica nell' Urbs si consolidò rapidamente grazie all'affrancamento massiccio dei prigionieri di guerra, i quali trovarono rifugio nei quartieri popolari come Trastevere. Nonostante l'ostilità e le ritorsioni retoriche delle élite politiche e letterarie romane — testimoniate dalle invettive di Cicerone (Pro Flacco) e dalle satire di Orazio, Marziale e Giovenale, spesso fondate su fraintendimenti rituali come la natura del sabato — la comunità si affermò come una realtà sociale coesa e influente. Nel corso del tempo, la comunità ebraica romana si dotò di una propria struttura istituzionale e spirituale, rafforzando i legami con i maestri della Giudea e accogliendo la prima accademia rabbinica d'Europa fondata da Mattiyah ben Heresh, realizzando così una sintesi duratura tra fedeltà alla legge mosaica e integrazione nel tessuto dell'Impero.

Origines et développement de la présence juive à Rome : de la République aux premiers siècles de l’ère commune

Lacerenza, Giancarlo
2026-01-01

Abstract

Il saggio ripercorre le origini e la trasformazione della comunità ebraica di Roma dalla fine dell’età repubblicana ai primi secoli dell'era volgare. Nata principalmente a seguito delle campagne militari romane in Oriente (come quelle di Pompeo nel 63 a.C. e di Sosio nel 37 a.C.), la presenza ebraica nell' Urbs si consolidò rapidamente grazie all'affrancamento massiccio dei prigionieri di guerra, i quali trovarono rifugio nei quartieri popolari come Trastevere. Nonostante l'ostilità e le ritorsioni retoriche delle élite politiche e letterarie romane — testimoniate dalle invettive di Cicerone (Pro Flacco) e dalle satire di Orazio, Marziale e Giovenale, spesso fondate su fraintendimenti rituali come la natura del sabato — la comunità si affermò come una realtà sociale coesa e influente. Nel corso del tempo, la comunità ebraica romana si dotò di una propria struttura istituzionale e spirituale, rafforzando i legami con i maestri della Giudea e accogliendo la prima accademia rabbinica d'Europa fondata da Mattiyah ben Heresh, realizzando così una sintesi duratura tra fedeltà alla legge mosaica e integrazione nel tessuto dell'Impero.
2026
Cet article retrace les origines et l'évolution de la communauté juive de Rome depuis la fin de la République jusqu'aux premiers siècles de notre ère. Principalement issue des déportations consécutives aux campagnes militaires romaines en Orient (notamment celles de Pompée en 63 av. J.-C. et de Sosius en 37 av. J.-C.), la population juive s'est rapidement structurée dans l'Urbs grâce à l'affranchissement massif des captifs et à leur regroupement dans des quartiers populaires comme le Trastevere. Malgré l'hostilité et les préjugés des élites politiques et littéraires — illustrés par les attaques de Cicéron (Pro Flacco) et les satires d'Horace, Martial ou Juvénal, souvent marquées par des incompréhensions rituelles entourant le sabbat —, la communauté a su s'imposer comme un groupe socialement cohérent. Au fil des siècles, elle a consolidé son autonomie institutionnelle et spirituelle, intensifiant ses échanges avec les Sages de Judée et accueillant la première académie rabbinique d'Europe sous l'impulsion de Mattiyah ben Heresh, réussissant ainsi une synthèse remarquable entre fidélité à la Loi et intégration au monde romain.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11574/260141
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