Il saggio esamina la complessa fase di transizione vissuta dalle comunità ebraiche in Italia tra l'Tarda Antichità e il Alto Medioevo (IV-IX secolo). A seguito della cristianizzazione dell'Impero Romano, il quadro normativo subì un progressivo e drastico irrigidimento: dall'integrazione favorita dall'Editto di Caracalla (212 d.C.) si passò a una marcata marginalizzazione giuridica con il Codice Teodosiano (438) e le novelle di Giustiniano (VI secolo), che limitarono la libertà di culto, l'autonomia comunitaria e i diritti civili. Tuttavia, le fonti documentarie — come il Registrum epistularum di papa Gregorio Magno e le testimonianze epigrafiche — mostrano una realtà più articolata, caratterizzata dalla protezione della libertà di culto e dall'integrazione socio-economica degli ebrei nel commercio transmediterraneo. Tra la fine del VI secolo e il IX secolo, mentre a Roma si verificò una trasformazione delle pratiche funerarie e un lungo silenzio documentario, l'Italia meridionale (in particolare la Puglia) registrò una notevole vitalità culturale, segnata dal passaggio all'uso dell'ebraico e da un forte processo di rabbinizzazione, a testimonianza della resilienza e della capacità di adattamento delle comunità ebraiche.

Entre l’Antiquité tardive et le haut Moyen Âge : transformations et adaptations

Lacerenza Giancarlo
2026-01-01

Abstract

Il saggio esamina la complessa fase di transizione vissuta dalle comunità ebraiche in Italia tra l'Tarda Antichità e il Alto Medioevo (IV-IX secolo). A seguito della cristianizzazione dell'Impero Romano, il quadro normativo subì un progressivo e drastico irrigidimento: dall'integrazione favorita dall'Editto di Caracalla (212 d.C.) si passò a una marcata marginalizzazione giuridica con il Codice Teodosiano (438) e le novelle di Giustiniano (VI secolo), che limitarono la libertà di culto, l'autonomia comunitaria e i diritti civili. Tuttavia, le fonti documentarie — come il Registrum epistularum di papa Gregorio Magno e le testimonianze epigrafiche — mostrano una realtà più articolata, caratterizzata dalla protezione della libertà di culto e dall'integrazione socio-economica degli ebrei nel commercio transmediterraneo. Tra la fine del VI secolo e il IX secolo, mentre a Roma si verificò una trasformazione delle pratiche funerarie e un lungo silenzio documentario, l'Italia meridionale (in particolare la Puglia) registrò una notevole vitalità culturale, segnata dal passaggio all'uso dell'ebraico e da un forte processo di rabbinizzazione, a testimonianza della resilienza e della capacità di adattamento delle comunità ebraiche.
2026
Cet article analyse la phase de transition complexe traversée par les communautés juives d'Italie entre l'Antiquité tardive et le haut Moyen Âge (IVe-IXe siècle). Dans le sillage de la christianisation de l'Empire romain, le cadre juridique s'est considérablement durci : à la période d'intégration favorisée par la Constitutio Antoniniana (212) a succédé une marginalisation légale progressive, scellée par le Code Théodosien (438) puis la législation de Justinien (VIe siècle), qui ont restreint les droits civils, l'autonomie du culte et la construction de synagogues. Néanmoins, les sources documentaires — comme la correspondance du pape Grégoire le Grand ou les découvertes épigraphiques — révèlent une réalité plus nuancée, où la protection relative du culte coexistait avec une forte insertion des marchands juifs dans le commerce méditerranéen. Alors que Rome traversa une mutation de ses espaces funéraires suivie d'un long silence documentaire, l'Italie méridionale (notamment les Pouilles) connut une remarquable vitalité culturelle du VIIe au IXe siècle, marquée par la transition vers la langue hébraïque et l'affirmation d'une élite rabbinique, illustrant la résilience de ces communautés face aux mutations du monde médiéval.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11574/260142
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