Il saggio analizza l'influenza della Dottrina della guerra rivoluzionaria (DGR), sviluppata dall'esercito francese durante i conflitti in Indocina e Algeria, sulla genesi della guerra di controinsorgenza condotta dalle forze armate del Cono Sud nel contesto post-rivoluzione cubana. Attraverso lo studio di fonti teoriche e storiche, l'autore dimostra come la transizione verso la "guerra moderna" abbia ridefinito la figura del nemico. Quest'ultimo non è più un esercito regolare, ma un "sovversivo interno" mimetizzato nella popolazione. Il saggio evidenzia come il controllo fisico e psicologico delle masse sia diventato il baricentro dell'azione bellica, legittimando l'uso sistematico di violenze estreme. Pratiche programmatiche quali la tortura, le esecuzioni sommarie e le sparizioni forzate vengono così configurate non come abusi isolati, ma come armi strategiche strutturali della controinsorgenza. La ricerca traccia i canali di circolazione transnazionale di queste teorie verso l'America Latina, evidenziando il ruolo della Scuola francese, dell'addestramento statunitense e della cooperazione autoctona. Tale trasferimento concettuale ha formalizzato la Dottrina della sicurezza nazionale nei regimi di Argentina, Brasile, Cile e Uruguay.
La guerra dell’Occidente per la conquista della popolazione
Alessandro Guida
2026-01-01
Abstract
Il saggio analizza l'influenza della Dottrina della guerra rivoluzionaria (DGR), sviluppata dall'esercito francese durante i conflitti in Indocina e Algeria, sulla genesi della guerra di controinsorgenza condotta dalle forze armate del Cono Sud nel contesto post-rivoluzione cubana. Attraverso lo studio di fonti teoriche e storiche, l'autore dimostra come la transizione verso la "guerra moderna" abbia ridefinito la figura del nemico. Quest'ultimo non è più un esercito regolare, ma un "sovversivo interno" mimetizzato nella popolazione. Il saggio evidenzia come il controllo fisico e psicologico delle masse sia diventato il baricentro dell'azione bellica, legittimando l'uso sistematico di violenze estreme. Pratiche programmatiche quali la tortura, le esecuzioni sommarie e le sparizioni forzate vengono così configurate non come abusi isolati, ma come armi strategiche strutturali della controinsorgenza. La ricerca traccia i canali di circolazione transnazionale di queste teorie verso l'America Latina, evidenziando il ruolo della Scuola francese, dell'addestramento statunitense e della cooperazione autoctona. Tale trasferimento concettuale ha formalizzato la Dottrina della sicurezza nazionale nei regimi di Argentina, Brasile, Cile e Uruguay.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
