Questo contributo intende analizzare il ruolo della magia nella letteratura medievale dei segreti e degli esperimenti, concentrandosi su un caso di studio specifico: il De mirabilibus mundi. L’opera, riconducibile al genere dei libri secretorum et experimentorum, presenta una raccolta di pratiche operative che viene giustificata e resa legittima da un impianto teorico volto a ricondurre il meraviglioso all’ordine naturale. Tradizionalmente ed erroneamente attribuito ad Alberto Magno, il De mirabilibus mundi si colloca all’interno del dibattito medievale sul quid sit magia, proponendo una forma di sapere fondata sull’esperienza, sull’osservazione delle proprietà naturali e sulla dottrina delle cause occulte, senza ricorrere a pratiche rituali di tipo talismanico. La straordinaria fortuna editoriale dell’opera, condivisa con il De virtutibus herbarum, lapidum et animalium attraversa tutto il Medioevo e giunge fino al Rinascimento. In conclusione, verranno isolati due esempi significativi della sua ricezione negli scritti di Pietro di Zelanda e di Cornelio Agrippa. This paper examines the role of magic within medieval literature of secrets and experiments, focusing on a specific case study: the De mirabilibus mundi. Belonging to the genre of libri secretorum et experimentorum, the work presents a collection of operative practices justified, and legitimized by a theoretical structure aimed at reintegrating the marvellous into the natural order. Traditionally and erroneously attributed to Albertus Magnus, the De mirabilibus mundi is embedded in the medieval debate on quid sit magia, proposing a form of knowledge grounded in experience, observation of natural properties, and the doctrine of occult causes, without recourse to talismanic ritual practices. The work’s remarkable editorial success, together with that of the De virtutibus herbarum, lapidum et animalium spans the Middle Ages and extends into the Renaissance. Finally, the paper will isolate two significant examples of its reception in the writings of Peter of Zeeland and Cornelius Agrippa.
La magia nella letteratura medievale dei segreti e degli esperimenti
Antonella Sannino
2026-01-01
Abstract
Questo contributo intende analizzare il ruolo della magia nella letteratura medievale dei segreti e degli esperimenti, concentrandosi su un caso di studio specifico: il De mirabilibus mundi. L’opera, riconducibile al genere dei libri secretorum et experimentorum, presenta una raccolta di pratiche operative che viene giustificata e resa legittima da un impianto teorico volto a ricondurre il meraviglioso all’ordine naturale. Tradizionalmente ed erroneamente attribuito ad Alberto Magno, il De mirabilibus mundi si colloca all’interno del dibattito medievale sul quid sit magia, proponendo una forma di sapere fondata sull’esperienza, sull’osservazione delle proprietà naturali e sulla dottrina delle cause occulte, senza ricorrere a pratiche rituali di tipo talismanico. La straordinaria fortuna editoriale dell’opera, condivisa con il De virtutibus herbarum, lapidum et animalium attraversa tutto il Medioevo e giunge fino al Rinascimento. In conclusione, verranno isolati due esempi significativi della sua ricezione negli scritti di Pietro di Zelanda e di Cornelio Agrippa. This paper examines the role of magic within medieval literature of secrets and experiments, focusing on a specific case study: the De mirabilibus mundi. Belonging to the genre of libri secretorum et experimentorum, the work presents a collection of operative practices justified, and legitimized by a theoretical structure aimed at reintegrating the marvellous into the natural order. Traditionally and erroneously attributed to Albertus Magnus, the De mirabilibus mundi is embedded in the medieval debate on quid sit magia, proposing a form of knowledge grounded in experience, observation of natural properties, and the doctrine of occult causes, without recourse to talismanic ritual practices. The work’s remarkable editorial success, together with that of the De virtutibus herbarum, lapidum et animalium spans the Middle Ages and extends into the Renaissance. Finally, the paper will isolate two significant examples of its reception in the writings of Peter of Zeeland and Cornelius Agrippa.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Sannino, COLOMBARIA 2026.pdf
solo utenti autorizzati
Licenza:
NON PUBBLICO - Accesso privato/ristretto
Dimensione
134.81 kB
Formato
Adobe PDF
|
134.81 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
