Taking Carlo Ginzburg’s La lettera uccide (Milan: Adelphi, 2021) as its point of departure, this article reflects on a particular form of scholarly writing: the essay in the history of religions. It argues that microhistory – understood as a procedure that makes the detail both the starting point and the testing ground for generalization – offers a possible way out of the discipline’s constitutive paradox: religions cannot be studied without recourse to general categories, yet such categories cannot be defined independently of the analysis of concrete cases. Reading Ginzburg alongside Jonathan Z. Smith makes it possible to reconsider the relationship between case and norm, the cognitive value of estrangement, the dialectic between emic and etic perspectives, and the role of exegetical traditions. What emerges is a conception of the history of religions as a “history of the possible”, in which cases do not merely illustrate rules but force us to test, modify, or abandon them.

Prendendo spunto da La lettera uccide di Carlo Ginzburg (Adelphi, Milano 2021), l’articolo propone una riflessione su una particolare forma di scrittura accademica: il saggio di storia delle religioni. L’ipotesi discussa è che la microstoria, intesa come procedura che assume il dettaglio quale punto di partenza e banco di prova della generalizzazione, offra una possibile via d’uscita dal paradosso costitutivo della disciplina: vale a dire l’impossibilità di studiare le religioni senza ricorrere a categorie generali e, al contempo, di definire tali categorie indipendentemente dall’analisi di casi concreti. Il confronto fra Ginzburg e Jonathan Z. Smith consente di ripensare il rapporto fra caso e norma, il valore conoscitivo dello straniamento, la dialettica fra prospettive emic ed etic e il ruolo delle tradizioni esegetiche. Ne emerge una concezione della storia delle religioni come «storia del possibile», nella quale i casi non si limitano a illustrare le regole, ma costringono a verificarle, modificarle o abbandonarle.

I nostri casi, e quelli di Ginzburg

Walt, Luigi
2026-01-01

Abstract

Taking Carlo Ginzburg’s La lettera uccide (Milan: Adelphi, 2021) as its point of departure, this article reflects on a particular form of scholarly writing: the essay in the history of religions. It argues that microhistory – understood as a procedure that makes the detail both the starting point and the testing ground for generalization – offers a possible way out of the discipline’s constitutive paradox: religions cannot be studied without recourse to general categories, yet such categories cannot be defined independently of the analysis of concrete cases. Reading Ginzburg alongside Jonathan Z. Smith makes it possible to reconsider the relationship between case and norm, the cognitive value of estrangement, the dialectic between emic and etic perspectives, and the role of exegetical traditions. What emerges is a conception of the history of religions as a “history of the possible”, in which cases do not merely illustrate rules but force us to test, modify, or abandon them.
2026
Prendendo spunto da La lettera uccide di Carlo Ginzburg (Adelphi, Milano 2021), l’articolo propone una riflessione su una particolare forma di scrittura accademica: il saggio di storia delle religioni. L’ipotesi discussa è che la microstoria, intesa come procedura che assume il dettaglio quale punto di partenza e banco di prova della generalizzazione, offra una possibile via d’uscita dal paradosso costitutivo della disciplina: vale a dire l’impossibilità di studiare le religioni senza ricorrere a categorie generali e, al contempo, di definire tali categorie indipendentemente dall’analisi di casi concreti. Il confronto fra Ginzburg e Jonathan Z. Smith consente di ripensare il rapporto fra caso e norma, il valore conoscitivo dello straniamento, la dialettica fra prospettive emic ed etic e il ruolo delle tradizioni esegetiche. Ne emerge una concezione della storia delle religioni come «storia del possibile», nella quale i casi non si limitano a illustrare le regole, ma costringono a verificarle, modificarle o abbandonarle.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11574/260862
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