Il saggio analizza le relazioni creditizie di un agente finanziario di provincia nel primo dopoguerra. Attraverso gli atti di fallimento, il lavoro ricostruisce la fitta rete di rapporti monetari tra il broker e un vasto universo sociale ed economico. Il particolare l'indagine si concentra sui meccanismi di coinvolgimento della società locale nei giochi della finanza, ricostruendo la triangolazione tra ambienti bancari, l'agente finanziario ed i suoi clienti. Dentro tale triangolazione emerge il carattere largamente informale delle relazioni creditizie e un sistema di finanza facile finalizzato a procrastinare nel tempo la durata dei rapporti monetari. Con la complicità del sistema bancario, il protagonista diventa lo snodo di un aleatoria piramide creditizia destinata a riprodursi su se stessa, almeno fino a quando, alla metà degli anni venti, il fascismo non introdurrà regole di maggiore rigore finanziario. A quel punto per l'agente finanziario si dischiudono le porte del fallimento seguito a cascata da quello di molti suoi clienti. E' la classica parabola dall'euforia al panico con cui la storiografia economica ha descritto la fenomenologia delle crisi finanziarie.

L'uomo che sapeva leggere i listini. relazioni creditizie e affari ad Avellino neggli anni venti del Novecento

MORICOLA, Giuseppe
2011

Abstract

Il saggio analizza le relazioni creditizie di un agente finanziario di provincia nel primo dopoguerra. Attraverso gli atti di fallimento, il lavoro ricostruisce la fitta rete di rapporti monetari tra il broker e un vasto universo sociale ed economico. Il particolare l'indagine si concentra sui meccanismi di coinvolgimento della società locale nei giochi della finanza, ricostruendo la triangolazione tra ambienti bancari, l'agente finanziario ed i suoi clienti. Dentro tale triangolazione emerge il carattere largamente informale delle relazioni creditizie e un sistema di finanza facile finalizzato a procrastinare nel tempo la durata dei rapporti monetari. Con la complicità del sistema bancario, il protagonista diventa lo snodo di un aleatoria piramide creditizia destinata a riprodursi su se stessa, almeno fino a quando, alla metà degli anni venti, il fascismo non introdurrà regole di maggiore rigore finanziario. A quel punto per l'agente finanziario si dischiudono le porte del fallimento seguito a cascata da quello di molti suoi clienti. E' la classica parabola dall'euforia al panico con cui la storiografia economica ha descritto la fenomenologia delle crisi finanziarie.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11574/30520
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