L'azione del movimento missionario protestante SIL/ILV (Summer Institute of Linguistics) in Messico (dal 1936) e in America latina ha una storia molto controversa e contestata in maniera radicale da molte comunità indigene e da molto studiosi. In questo saggio si esamina l'operato del movimento andando al cuore della sua produzione, ossia le traduzioni nelle diverse lingue indigene delle Sacre Scritture, in relazione alla teorie e metodologie della traduzione di Eugene Nida, insigne linguista, etnologo e poi anche "teorico" dell'azione del SIL. Centrale è stata la verifica dell'applicazione del principio di "indigenizzazione" del messaggio cristiano a favore delle lingue native che Nida aveva teorizzato, a partire da un caso specifico: il confronto delle due versioni del Nuovo Testamento tradotte (1971 e 1996) in ombeayiüts lingua parlata dagli huave/ikoots di San Mateo del Mar (Oaxaca, Messico). Difficilmente gli antropologi e i linguisti critici del SIL si sono misurati con questo tipo di dettagliata analisi antropologico-linguistica comparativa. La mia analisi ha consentito di mettere in luce come siano state effettivamente recepite e applicte le teorie di Nida e come i testi tradotti di fatto proprio nelle scelte morfologiche e semantiche "tradiscano" il messaggio cristiano a favore delle cosmovisioni socio esistenziali ikoots. È indubbio che la conversione al protestatesimo abbia portato i "fratelli" protestanti ad un formale rifiuto della "tradizione" e dei "costumi" ikoots, generando una frattura (non insanabile) all'interno della vita di San Mateo. Ma l'opera di traduzione ha innanzitutto consentito all'intero villaggio di misurarsi con la scrittura della propria lingua ritenuta del tutto agrafa, e in conseguenza a ciò di fatto ha lentamente generato una consapevolezza e un rafforzamento linguistico identitario che ha avuto un ruolo fondamentale nella presa di coscienza dei diritti alla propria identità culturale e autonomia politica oggi necessari per difendere la propria storia, il proprio territorio dall'esproprio culturale, ambientale e politico operato dallo Stato nazionale messicano.

LE TEORIE DI EUGENE NIDA E LA TRADUZIONE DEL VANGELO SECONDO SAN MATEO DEL MAR

CUTURI, Flavia Giuseppina
2011-01-01

Abstract

L'azione del movimento missionario protestante SIL/ILV (Summer Institute of Linguistics) in Messico (dal 1936) e in America latina ha una storia molto controversa e contestata in maniera radicale da molte comunità indigene e da molto studiosi. In questo saggio si esamina l'operato del movimento andando al cuore della sua produzione, ossia le traduzioni nelle diverse lingue indigene delle Sacre Scritture, in relazione alla teorie e metodologie della traduzione di Eugene Nida, insigne linguista, etnologo e poi anche "teorico" dell'azione del SIL. Centrale è stata la verifica dell'applicazione del principio di "indigenizzazione" del messaggio cristiano a favore delle lingue native che Nida aveva teorizzato, a partire da un caso specifico: il confronto delle due versioni del Nuovo Testamento tradotte (1971 e 1996) in ombeayiüts lingua parlata dagli huave/ikoots di San Mateo del Mar (Oaxaca, Messico). Difficilmente gli antropologi e i linguisti critici del SIL si sono misurati con questo tipo di dettagliata analisi antropologico-linguistica comparativa. La mia analisi ha consentito di mettere in luce come siano state effettivamente recepite e applicte le teorie di Nida e come i testi tradotti di fatto proprio nelle scelte morfologiche e semantiche "tradiscano" il messaggio cristiano a favore delle cosmovisioni socio esistenziali ikoots. È indubbio che la conversione al protestatesimo abbia portato i "fratelli" protestanti ad un formale rifiuto della "tradizione" e dei "costumi" ikoots, generando una frattura (non insanabile) all'interno della vita di San Mateo. Ma l'opera di traduzione ha innanzitutto consentito all'intero villaggio di misurarsi con la scrittura della propria lingua ritenuta del tutto agrafa, e in conseguenza a ciò di fatto ha lentamente generato una consapevolezza e un rafforzamento linguistico identitario che ha avuto un ruolo fondamentale nella presa di coscienza dei diritti alla propria identità culturale e autonomia politica oggi necessari per difendere la propria storia, il proprio territorio dall'esproprio culturale, ambientale e politico operato dallo Stato nazionale messicano.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
flavia cuturitraduttori e traduzioni1.pdf

non disponibili

Tipologia: Altro materiale allegato
Licenza: NON PUBBLICO - Accesso privato/ristretto
Dimensione 2.42 MB
Formato Adobe PDF
2.42 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11574/31171
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
social impact