Le implicazioni prodotte dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) sul modo di operare delle imprese sono il tema di questo lavoro. La lente che è stata utilizzata per studiare cosa è cambiato nell’operatività dell’azienda e come ancora potrebbe cambiare l’impresa, è quella dell’analisi delle relazioni che l’azienda intrattiene con i diversi soggetti, esterni o interni ad essa. Si crede, infatti, che l’operatività di un’azienda si compone, prima ancora che di processi e di attività, di rapporti di lavoro che essa, per poter operare, deve intrattenere con diverse figure professionali: fornitori, distributori, consumatori ed operatori del sistema competitivo, per quanto concerne le relazioni inter-aziendali; i lavoratori, per le relazioni intra-aziendali. Dallo studio condotto si evidenzia che i cambiamenti prodotti dalle tecnologie dell’informazione sono profondi ed, in alcuni casi, rivoluzionari; sono già stati attuati dalle imprese che li hanno fatti propri, o, diversamente, non hanno prodotto alcun intervento, se non in misura poco rilevante; non sono stati percepiti dalle imprese, che, se non leggono l’ambiente come cambiato, non sentono la necessità di ridefinire il proprio sistema. Inoltre, i cambiamenti prodotti dall’era digitale, in una situazione, in una attività, in un comportamento, non sempre hanno un’immediata interpretazione in positivo, nel senso di generare vantaggi per le imprese che li implementano. Infatti, l’interpretazione data da un’azienda, può avere una valenza positiva o negativa e l’attribuzione del segno dipende, a ben vedere, da una serie di fattori afferenti sia agli aspetti economico-strutturali sia a quelli personali ed emotivi. Ad influenzare il giudizio intervengono, le caratteristiche del business in cui opera l’impresa: ad esempio, se nel settore dell’editoria non è più pensabile gestire l’attività di commercializzazione senza ricorrere all’e-commerce, che va così ad integrare l’utilizzo del canale di vendita tradizionale, in altri settori l’implementazione di questo strumento non sembra così determinante per la competitività dell’impresa. Un altro fattore che può concorrere nel condizionare l’interpretazione formulata dall’impresa è il modo in cui sono organizzate le attività della stes- 2 Contenuti ed impianto metodologico sa: ad esempio, può preferire un’organizzazione dell’attività di approvvigionamento su pochi fornitori e con relazioni stabili, sebbene le ICT offrano la possibilità di agire su una molteplicità di interlocutori e sulla flessibilità dei rapporti di fornitura. Anche la cultura aziendale svolge un ruolo determinante nell’influenzare il significato attribuito ai mutamenti che possono realizzarsi nel sistema imprenditoriale: ad esempio, l’introduzione delle nuove modalità di lavoro a distanza richiede una elevata preparazione professionale del management, per un intervento, che se implementato, esplica effetti rivoluzionari sul monopolio del potere e sui livelli gerarchici nell’impresa; come altrettanto rivoluzionarie sono le implicazioni sul modo di lavorare dei soggetti, nonché sulla stessa natura del lavoro. Il giudizio sulle modificazione introdotte dalle ICT, come si è accennato precedentemente, viene influenzato anche dalla personalità e dal sistema di valori di chi è chiamato a prendere le decisioni, come pure di chi presta la propria opera per l’impresa e nell’impresa. Nell’ipotesi del telelavoro, infatti, le implicazioni per il lavoratore non possono avere un significato oggettivo, ossia uguale per tutti, ma, diversamente, dipendono fortemente dall’emotività e dalla personalità degli individui coinvolti. Non a tutti può interessare, o meglio, può apportare dei benefici il fatto di non doversi recare fisicamente nel luogo di lavoro convenzionale. È dalla profonda consapevolezza di queste circostanze, qui sinteticamente riportate, che nasce la volontà di cercare di essere il più possibili obiettivi nel lavoro svolto e di svolgere un’analisi dei fatti che sono intervenuti o che possono interessare le imprese, senza prendere alcuna precisa posizione e descrivendo come potrebbero essere ripensati i rapporti professionali intrattenuti dall’impresa. Accanto allo studio delle modalità in cui si possono modificare le relazioni professionali dell’azienda, nell’era digitale, in questo lavoro si svolge anche una riflessione su come ne risultano influenzati i principali paradigmi dell’impresa. Quelli che appaiono più direttamente collegati con gli argomenti trattati sono i paradigmi dell’innovazione tecnologica, della conoscenza, della flessibilità e dell’impresa-rete. Questi paradigmi, come potrebbe essere immediato affermare, non solo risultano semplicemente rafforzati nell’era digitale, o della connessione e della virtualità, come è stata anche chiamata, ma vanno rimodulati per comprenderne appieno nuovi contenuti e significati. Ad esempio, la contestualità e la condivisione delle conoscenze e delle esperienze, elementi giudicati in letteratura come determinanti dell’apprendimento organizzativo, non solo non vengono minacciate dalle nuove modalità Contenuti ed impianto metodologico 3 di lavoro a distanza, ma possono essere riprodotte, sfruttando anche i vantaggi del telelavoro. Il telelavoro può assumere il ruolo di incubatore di conoscenze; in quanto snodo intercomunicante di relazioni di rete innesca spirali di conoscenza concatenata; crea una micro-comunità virtuale aperta ed in continua espansione, una micro-comunità cognitiva che consente l’elaborazione e la trasmissione delle conoscenze. Quindi, se si ragiona sulla costruzione di linguaggi e di significati condivisi, e anche in questa direzione le ICT possono apportare un contributo importante, si ricompongono le condizioni per l’apprendimento organizzativo ed il paradigma della conoscenza ne risulta rimodulato. L’impianto metodologico costruito nel testo per studiare tali tematiche presenta contestualmente, ma in momenti diversi, i connotati dell’individalismo e dell’olismo metodologico. Per comprendere le dinamiche attuali del funzionamento dell’impresa nell’era della connessione, o più precisamente le implicazioni sull’impresa dell’introduzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, si è scelto dapprima di operare disaggregando tale unità, dunque, di riflettere sul comportamento degli individui che operano nell’azienda o che, dall’esterno, intrattengono rapporti d’affari con essa. Il focus di analisi soggettivo consente di incentrare la ricerca sullo studio dei comportamenti degli individui, in funzione del ruolo e delle attività svolte, nell’ambito o in relazione con l’organismo imprenditoriale. Ovviamente, l’analisi non verterà sulle dinamiche della personalità, ma incentrerà l’attenzione sulla natura delle figure professionali e sui ruoli ricoperti. L’interesse, nella prima fase, è dunque nei confronti dei soggetti che lavorano con l’impresa e nell’impresa, al fine di comprendere, rispetto alle nuove condizioni create dalle tecnologie dell’informazione, come stia cambiando il modo di operare delle differenti figure professionali e, di conseguenza, quali siano le modificazioni intervenute nelle relazioni professionali tra i diversi soggetti. L’approccio di analisi seguito ricalca l’individualismo metodologico presente nella teoria neoclassica, nella teoria transazionale e nella teoria dell’agenzia, laddove al concetto di scambio, per la prima, e di contratto, per le altre, si è sostituito il termine “rapporto o relazione professionale”, e ad un’analisi dei costi di transazione e costi di agenzia si preferisce una valutazione, dei singoli rapporti professionali, in termini di efficienza e di efficacia, e, alle teorie anzidette, si integra l’approccio del cognitivismo, che consente di esplorare il contributo alla formazione della conoscenza e del valore dell’impresa.

Rapporti professionali e paradigmi d’impresa nell’era digitale

DE CHIARA, Alessandra
2005

Abstract

Le implicazioni prodotte dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) sul modo di operare delle imprese sono il tema di questo lavoro. La lente che è stata utilizzata per studiare cosa è cambiato nell’operatività dell’azienda e come ancora potrebbe cambiare l’impresa, è quella dell’analisi delle relazioni che l’azienda intrattiene con i diversi soggetti, esterni o interni ad essa. Si crede, infatti, che l’operatività di un’azienda si compone, prima ancora che di processi e di attività, di rapporti di lavoro che essa, per poter operare, deve intrattenere con diverse figure professionali: fornitori, distributori, consumatori ed operatori del sistema competitivo, per quanto concerne le relazioni inter-aziendali; i lavoratori, per le relazioni intra-aziendali. Dallo studio condotto si evidenzia che i cambiamenti prodotti dalle tecnologie dell’informazione sono profondi ed, in alcuni casi, rivoluzionari; sono già stati attuati dalle imprese che li hanno fatti propri, o, diversamente, non hanno prodotto alcun intervento, se non in misura poco rilevante; non sono stati percepiti dalle imprese, che, se non leggono l’ambiente come cambiato, non sentono la necessità di ridefinire il proprio sistema. Inoltre, i cambiamenti prodotti dall’era digitale, in una situazione, in una attività, in un comportamento, non sempre hanno un’immediata interpretazione in positivo, nel senso di generare vantaggi per le imprese che li implementano. Infatti, l’interpretazione data da un’azienda, può avere una valenza positiva o negativa e l’attribuzione del segno dipende, a ben vedere, da una serie di fattori afferenti sia agli aspetti economico-strutturali sia a quelli personali ed emotivi. Ad influenzare il giudizio intervengono, le caratteristiche del business in cui opera l’impresa: ad esempio, se nel settore dell’editoria non è più pensabile gestire l’attività di commercializzazione senza ricorrere all’e-commerce, che va così ad integrare l’utilizzo del canale di vendita tradizionale, in altri settori l’implementazione di questo strumento non sembra così determinante per la competitività dell’impresa. Un altro fattore che può concorrere nel condizionare l’interpretazione formulata dall’impresa è il modo in cui sono organizzate le attività della stes- 2 Contenuti ed impianto metodologico sa: ad esempio, può preferire un’organizzazione dell’attività di approvvigionamento su pochi fornitori e con relazioni stabili, sebbene le ICT offrano la possibilità di agire su una molteplicità di interlocutori e sulla flessibilità dei rapporti di fornitura. Anche la cultura aziendale svolge un ruolo determinante nell’influenzare il significato attribuito ai mutamenti che possono realizzarsi nel sistema imprenditoriale: ad esempio, l’introduzione delle nuove modalità di lavoro a distanza richiede una elevata preparazione professionale del management, per un intervento, che se implementato, esplica effetti rivoluzionari sul monopolio del potere e sui livelli gerarchici nell’impresa; come altrettanto rivoluzionarie sono le implicazioni sul modo di lavorare dei soggetti, nonché sulla stessa natura del lavoro. Il giudizio sulle modificazione introdotte dalle ICT, come si è accennato precedentemente, viene influenzato anche dalla personalità e dal sistema di valori di chi è chiamato a prendere le decisioni, come pure di chi presta la propria opera per l’impresa e nell’impresa. Nell’ipotesi del telelavoro, infatti, le implicazioni per il lavoratore non possono avere un significato oggettivo, ossia uguale per tutti, ma, diversamente, dipendono fortemente dall’emotività e dalla personalità degli individui coinvolti. Non a tutti può interessare, o meglio, può apportare dei benefici il fatto di non doversi recare fisicamente nel luogo di lavoro convenzionale. È dalla profonda consapevolezza di queste circostanze, qui sinteticamente riportate, che nasce la volontà di cercare di essere il più possibili obiettivi nel lavoro svolto e di svolgere un’analisi dei fatti che sono intervenuti o che possono interessare le imprese, senza prendere alcuna precisa posizione e descrivendo come potrebbero essere ripensati i rapporti professionali intrattenuti dall’impresa. Accanto allo studio delle modalità in cui si possono modificare le relazioni professionali dell’azienda, nell’era digitale, in questo lavoro si svolge anche una riflessione su come ne risultano influenzati i principali paradigmi dell’impresa. Quelli che appaiono più direttamente collegati con gli argomenti trattati sono i paradigmi dell’innovazione tecnologica, della conoscenza, della flessibilità e dell’impresa-rete. Questi paradigmi, come potrebbe essere immediato affermare, non solo risultano semplicemente rafforzati nell’era digitale, o della connessione e della virtualità, come è stata anche chiamata, ma vanno rimodulati per comprenderne appieno nuovi contenuti e significati. Ad esempio, la contestualità e la condivisione delle conoscenze e delle esperienze, elementi giudicati in letteratura come determinanti dell’apprendimento organizzativo, non solo non vengono minacciate dalle nuove modalità Contenuti ed impianto metodologico 3 di lavoro a distanza, ma possono essere riprodotte, sfruttando anche i vantaggi del telelavoro. Il telelavoro può assumere il ruolo di incubatore di conoscenze; in quanto snodo intercomunicante di relazioni di rete innesca spirali di conoscenza concatenata; crea una micro-comunità virtuale aperta ed in continua espansione, una micro-comunità cognitiva che consente l’elaborazione e la trasmissione delle conoscenze. Quindi, se si ragiona sulla costruzione di linguaggi e di significati condivisi, e anche in questa direzione le ICT possono apportare un contributo importante, si ricompongono le condizioni per l’apprendimento organizzativo ed il paradigma della conoscenza ne risulta rimodulato. L’impianto metodologico costruito nel testo per studiare tali tematiche presenta contestualmente, ma in momenti diversi, i connotati dell’individalismo e dell’olismo metodologico. Per comprendere le dinamiche attuali del funzionamento dell’impresa nell’era della connessione, o più precisamente le implicazioni sull’impresa dell’introduzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, si è scelto dapprima di operare disaggregando tale unità, dunque, di riflettere sul comportamento degli individui che operano nell’azienda o che, dall’esterno, intrattengono rapporti d’affari con essa. Il focus di analisi soggettivo consente di incentrare la ricerca sullo studio dei comportamenti degli individui, in funzione del ruolo e delle attività svolte, nell’ambito o in relazione con l’organismo imprenditoriale. Ovviamente, l’analisi non verterà sulle dinamiche della personalità, ma incentrerà l’attenzione sulla natura delle figure professionali e sui ruoli ricoperti. L’interesse, nella prima fase, è dunque nei confronti dei soggetti che lavorano con l’impresa e nell’impresa, al fine di comprendere, rispetto alle nuove condizioni create dalle tecnologie dell’informazione, come stia cambiando il modo di operare delle differenti figure professionali e, di conseguenza, quali siano le modificazioni intervenute nelle relazioni professionali tra i diversi soggetti. L’approccio di analisi seguito ricalca l’individualismo metodologico presente nella teoria neoclassica, nella teoria transazionale e nella teoria dell’agenzia, laddove al concetto di scambio, per la prima, e di contratto, per le altre, si è sostituito il termine “rapporto o relazione professionale”, e ad un’analisi dei costi di transazione e costi di agenzia si preferisce una valutazione, dei singoli rapporti professionali, in termini di efficienza e di efficacia, e, alle teorie anzidette, si integra l’approccio del cognitivismo, che consente di esplorare il contributo alla formazione della conoscenza e del valore dell’impresa.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11574/32852
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