Il volume prende in esame la proposta filosofica ed estetica di Adorno sostenendo che, anche a seguito dell’esaurirsi della forza propulsiva del post-modernismo e del linguistic turn, tale proposta risulta ancora in grado di fornire un lessico di base alla riflessione estetica e precisamente nella direzione di una ‘nuova ecologia del pensiero’. Tesi del libro è che una questione di ecologia del pensiero, e cioè, in questo contesto, di ‘sostenibilità’ del pensiero stesso come orientamento, conoscenza e critica dell’esperienza, è riscontrabile in tutte le questioni centrali della riflessione adorniana, quali la dialettica negativa, il linguaggio della filosofia, la metacritica della gnoseologia, la razionalità estetica, il contenuto di verità dell’arte. Ciascuna di esse viene esaminata attraverso due chiavi di accesso privilegiate: le nozioni di immagine e di mimesis, entrambe pensate, sul piano estetico, non solo come contrappesi alla razionalità tecnica, ma come elementi capaci di mobilitarne la dinamica interna. Una mobilitazione che vuole riprendere il sogno della fenomenologia rinunciando però alla centratura sul soggetto. Così da ri-orientare il pensiero e la comprensione dell’esperienza per via di un insieme di violazioni specifiche dei modi, delle strategie e degli obiettivi della tradizione filosofica. Punto focale della proposta tematica del volume: reimpostare la lettura di Adorno leggendo in parallelo le questioni della mimesis e della tecnica riferite all’arte, in particolare a partire dall’individuazione di diversi strati di significato della tecnica-tecnicità riferibile all’opera e dalla puntualizzazione che la mimesis adorniana comporta innanzitutto un rimando al vivente e non a problematiche relative all’imitazione o alla rappresentazione, con potenziale apertura del piano estetico al piano antropologico e biologico dell’indagine. Il volume inoltre si sofferma su tutte le parole chiave del lessico ecologico-estetico adorniano: dominio, immagine, mimesis, conoscenza, arte, tecnicizzazione, scoprendo un Adorno meno convenzionale: non più solo alle prese con l’ideologia dell’industria culturale, ma impegnato nella sfida di misurare la sua teoria estetica sulla nuova antitesi di arte autonoma e arte tecnologica, che prende il posto di quella – per lui più usuale e maneggevole – tra arte tradizionale e arte moderna.

L'immagine e la mimesis. Arte, tecnica, estetica in Theodor W. Adorno

TAVANI, ELENA
2012

Abstract

Il volume prende in esame la proposta filosofica ed estetica di Adorno sostenendo che, anche a seguito dell’esaurirsi della forza propulsiva del post-modernismo e del linguistic turn, tale proposta risulta ancora in grado di fornire un lessico di base alla riflessione estetica e precisamente nella direzione di una ‘nuova ecologia del pensiero’. Tesi del libro è che una questione di ecologia del pensiero, e cioè, in questo contesto, di ‘sostenibilità’ del pensiero stesso come orientamento, conoscenza e critica dell’esperienza, è riscontrabile in tutte le questioni centrali della riflessione adorniana, quali la dialettica negativa, il linguaggio della filosofia, la metacritica della gnoseologia, la razionalità estetica, il contenuto di verità dell’arte. Ciascuna di esse viene esaminata attraverso due chiavi di accesso privilegiate: le nozioni di immagine e di mimesis, entrambe pensate, sul piano estetico, non solo come contrappesi alla razionalità tecnica, ma come elementi capaci di mobilitarne la dinamica interna. Una mobilitazione che vuole riprendere il sogno della fenomenologia rinunciando però alla centratura sul soggetto. Così da ri-orientare il pensiero e la comprensione dell’esperienza per via di un insieme di violazioni specifiche dei modi, delle strategie e degli obiettivi della tradizione filosofica. Punto focale della proposta tematica del volume: reimpostare la lettura di Adorno leggendo in parallelo le questioni della mimesis e della tecnica riferite all’arte, in particolare a partire dall’individuazione di diversi strati di significato della tecnica-tecnicità riferibile all’opera e dalla puntualizzazione che la mimesis adorniana comporta innanzitutto un rimando al vivente e non a problematiche relative all’imitazione o alla rappresentazione, con potenziale apertura del piano estetico al piano antropologico e biologico dell’indagine. Il volume inoltre si sofferma su tutte le parole chiave del lessico ecologico-estetico adorniano: dominio, immagine, mimesis, conoscenza, arte, tecnicizzazione, scoprendo un Adorno meno convenzionale: non più solo alle prese con l’ideologia dell’industria culturale, ma impegnato nella sfida di misurare la sua teoria estetica sulla nuova antitesi di arte autonoma e arte tecnologica, che prende il posto di quella – per lui più usuale e maneggevole – tra arte tradizionale e arte moderna.
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