Il saggio di Marina De Chiara offre un'attenta analisi testuale e contestuale di uno dei più complessi testi del celebre poeta inglese W. H. Auden, "The Sea and the Mirror: a Commentary on Shakespeare's The Tempest". Si tratta di una lunga riscrittura poetica, composta anche di una corposa parte in prosa, che il poeta W. H. Auden offre del dramma shakespeariano La Tempesta. Scritto nel 1942, The Sea and the Mirror resta tuttora argomento poco trattato dagli studiosi audeniani (rispetto ai testi poetici più rinomati), forse proprio a causa della notevole difficoltà di interpretazione e dell'altissima raffinatezza stilistica. Ponendosi dunque come contributo essenziale a questa moderata attenzione critica, il saggio esplora, nel mostrare le trasformazioni che i vari personaggi shakespeariani subiscono nella nuova elaborazione audeniana in figure poetiche, le profonde motivazioni che portano W. H. Auden, ormai trasferitosi negli Stati Uniti da qualche anno, a prendere in considerazione il senso del tragico che pervade il dramma shakespeariano: in particolare, nella figura audeniana di Prospero, grande naufrago del mondo letterario occidentale, e nella rievocazione degli sconvolgimenti portati dalla tempesta, si può rinvenire la delusione esistenziale che attanaglia Auden negli ultimi anni del suo percorso poetico e di vita, anni filosoficamente pervasi dall'intenso studio della filosofia di Kierkegaard. Il saggio si avvale dei notevoli e aggiornati contributi teorici, offerti negli ultimi anni dagli studiosi audeniani più accreditati, per offrire una lettura intrigante del testo The Sea and the Mirror, che ne restituisca la statura di opera completa e assolutamente significativa nel corpus letterario di questo grande intellettuale e artista dello scenario culturale moderno.

The Sea and The Mirror. W. H. Auden riscrive La tempesta.

DE CHIARA, Marina
2013

Abstract

Il saggio di Marina De Chiara offre un'attenta analisi testuale e contestuale di uno dei più complessi testi del celebre poeta inglese W. H. Auden, "The Sea and the Mirror: a Commentary on Shakespeare's The Tempest". Si tratta di una lunga riscrittura poetica, composta anche di una corposa parte in prosa, che il poeta W. H. Auden offre del dramma shakespeariano La Tempesta. Scritto nel 1942, The Sea and the Mirror resta tuttora argomento poco trattato dagli studiosi audeniani (rispetto ai testi poetici più rinomati), forse proprio a causa della notevole difficoltà di interpretazione e dell'altissima raffinatezza stilistica. Ponendosi dunque come contributo essenziale a questa moderata attenzione critica, il saggio esplora, nel mostrare le trasformazioni che i vari personaggi shakespeariani subiscono nella nuova elaborazione audeniana in figure poetiche, le profonde motivazioni che portano W. H. Auden, ormai trasferitosi negli Stati Uniti da qualche anno, a prendere in considerazione il senso del tragico che pervade il dramma shakespeariano: in particolare, nella figura audeniana di Prospero, grande naufrago del mondo letterario occidentale, e nella rievocazione degli sconvolgimenti portati dalla tempesta, si può rinvenire la delusione esistenziale che attanaglia Auden negli ultimi anni del suo percorso poetico e di vita, anni filosoficamente pervasi dall'intenso studio della filosofia di Kierkegaard. Il saggio si avvale dei notevoli e aggiornati contributi teorici, offerti negli ultimi anni dagli studiosi audeniani più accreditati, per offrire una lettura intrigante del testo The Sea and the Mirror, che ne restituisca la statura di opera completa e assolutamente significativa nel corpus letterario di questo grande intellettuale e artista dello scenario culturale moderno.
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