Il contributo si propone di tracciare un quadro del diritto islamico in una precisa fase storica, quella che va dalla conquista ottomana dei paesi arabi (nel 1516-1517 gli Ottomani conquistano la Siria e l'Egitto) alla vigilia delle tanzìmàt, le "riforme benefiche", iniziate nel 1839 con l'editto di Gülhane, che diede avvio nell'impero ottomano ad un periodo di profonde riforme. L'articolo parte da un'analisi della sharì'a nel periodo ottomano. La tesi, che il diritto islamico si sia sviluppato nei primi tre secoli dell'islam e che nel IX sec. "le porte dell'ijtihàd (elaborazione giuridica) si siano chiuse", ossia che il processo di creazione del diritto sia stato sostituito da una mera ripetizione delle norme all'interno delle scuole giuridiche, è stata messa da parte da nuovi studi. Questi dimostrano che, in particolare dopo la conquista ottomana dei paesi arabi, il diritto islamico mostra una notevole capacità di innovazione e adattamento ai cambiamenti.Gli Ottomani si pongono come i paladini del sunnismo nella sua versione hanafita, la şeriyat (ar. sharì'a) offre le basi legali dell'organizzazione dell'impero ottomano e legittima il potere imperiale. Tuttavia, accanto al diritto rivelato, si rafforza la portata del diritto di emanazione statale (qànùn), che viene a formare un corpus giuridico crescente per quel che riguarda l'organizzazione amministrativa e militare dello stato, le imposte, il regime fondiario, il diritto penale. Accade così, che gli Ottomani accolgono istituzioni e pratiche del diritto islamico, apportandovi, nel corso del tempo sostanziali modifiche.

L’applicazione del diritto islamico nell’impero ottomano (1500-1800)

FRANCESCA, Ersilia
2011

Abstract

Il contributo si propone di tracciare un quadro del diritto islamico in una precisa fase storica, quella che va dalla conquista ottomana dei paesi arabi (nel 1516-1517 gli Ottomani conquistano la Siria e l'Egitto) alla vigilia delle tanzìmàt, le "riforme benefiche", iniziate nel 1839 con l'editto di Gülhane, che diede avvio nell'impero ottomano ad un periodo di profonde riforme. L'articolo parte da un'analisi della sharì'a nel periodo ottomano. La tesi, che il diritto islamico si sia sviluppato nei primi tre secoli dell'islam e che nel IX sec. "le porte dell'ijtihàd (elaborazione giuridica) si siano chiuse", ossia che il processo di creazione del diritto sia stato sostituito da una mera ripetizione delle norme all'interno delle scuole giuridiche, è stata messa da parte da nuovi studi. Questi dimostrano che, in particolare dopo la conquista ottomana dei paesi arabi, il diritto islamico mostra una notevole capacità di innovazione e adattamento ai cambiamenti.Gli Ottomani si pongono come i paladini del sunnismo nella sua versione hanafita, la şeriyat (ar. sharì'a) offre le basi legali dell'organizzazione dell'impero ottomano e legittima il potere imperiale. Tuttavia, accanto al diritto rivelato, si rafforza la portata del diritto di emanazione statale (qànùn), che viene a formare un corpus giuridico crescente per quel che riguarda l'organizzazione amministrativa e militare dello stato, le imposte, il regime fondiario, il diritto penale. Accade così, che gli Ottomani accolgono istituzioni e pratiche del diritto islamico, apportandovi, nel corso del tempo sostanziali modifiche.
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