Il saggio ripercorre la produzione letteraria di H.U.Treichel, con particolare riferimento al suo primo romanzo di grande risonanza, Der Verlorene (1998), che segna una svolta nella sua narrativa, offrendo anche una precisa chiave di lettura per le sue precedenti raccolte (Von Leib und Seele, Heimatkunde). L’A. analizza altresì le successive prose Menschenflug (2005) e Anatolin (2008), intese come ideale prosecuzione di quel primo romanzo – un unico corpus narrativo di carattere autobiografico, che disegna un percorso a ritroso nella memoria individuale e collettiva, fuori dai rituali della ‘cultura della memoria’, guardando piuttosto alla dinamica transgenerazionale di eventi traumatici. La trilogia, al di là del suo interesse sul piano tematico, viene analizzata qui con particolare riferimento all’orizzonte della scrittura autobiografica, a caratteri, mutamenti e contaminazioni del genere letterario nei Moderni e fino ai nostri giorni. In tale luce vengono analizzate struttura e forma dei tre romanzi, mettendo in luce l’inestricabile intreccio di esperienza vissuta e finzione, Io reale e Io narrante etc., anche sulla base di sottili riflessioni critiche di Treichel relative al precario nodo della ‘autenticità’ e al carattere problematico del concetto stesso di autobiografia.

Morbus biographicus. Hans-Ulrich Treichels Trilogie des Scheiterns

ZANASI, Giuseppa
2013

Abstract

Il saggio ripercorre la produzione letteraria di H.U.Treichel, con particolare riferimento al suo primo romanzo di grande risonanza, Der Verlorene (1998), che segna una svolta nella sua narrativa, offrendo anche una precisa chiave di lettura per le sue precedenti raccolte (Von Leib und Seele, Heimatkunde). L’A. analizza altresì le successive prose Menschenflug (2005) e Anatolin (2008), intese come ideale prosecuzione di quel primo romanzo – un unico corpus narrativo di carattere autobiografico, che disegna un percorso a ritroso nella memoria individuale e collettiva, fuori dai rituali della ‘cultura della memoria’, guardando piuttosto alla dinamica transgenerazionale di eventi traumatici. La trilogia, al di là del suo interesse sul piano tematico, viene analizzata qui con particolare riferimento all’orizzonte della scrittura autobiografica, a caratteri, mutamenti e contaminazioni del genere letterario nei Moderni e fino ai nostri giorni. In tale luce vengono analizzate struttura e forma dei tre romanzi, mettendo in luce l’inestricabile intreccio di esperienza vissuta e finzione, Io reale e Io narrante etc., anche sulla base di sottili riflessioni critiche di Treichel relative al precario nodo della ‘autenticità’ e al carattere problematico del concetto stesso di autobiografia.
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