Questo volume propone una rilettura dell'opera della poetessa Else Lasker-Schueler a partire dalla trama di miti e figure che rimandano alla tradizione ebraica. Voce in disparte nel quadro delle avventure sperimentali del Moderno, Lasker-Schüler oppone al trauma della morte di Dio le risorse messianiche dell’utopia, rivisitando con estro fantastico il culto dell’antichità biblica e con esso la favola di un Oriente eletto a miraggio delle proprie radici perdute. Da Bagdad a Tebe a Gerusalemme, le diverse sezioni del libro ridisegnano una mappa dei luoghi della sua scrittura, che è insieme la topografia di un immaginario poetico e un itinerario attraverso la memoria culturale del mondo giudaico, dalla gnosi alla cabbala alle storie narrate nell’Antico Testamento. Fanno da cornice a questo discorso la crisi dell’assimilazione e il dibattito sulle prospettive di ‘rinascenza’ della diaspora, rilanciate in quegli anni dall’avanguardia sionista e assurte rapidamente a verbo di un’intera generazione grazie al carisma e all’impegno militante del giovane Martin Buber. Ricucendo il filo che lega il percorso creativo di Lasker-Schüler alle vicende dell’ebraismo mitteleuropeo, lo studio delinea nel contempo un ritratto della conditio judaica e della sua coscienza divisa alla vigilia dell’avvento del nazismo.

"Begraben sind die Bibeljahre längst". Diaspora und Identitätssuche im poetischen Entwurf Else Lasker-Schülers

DI ROSA, Valentina
2006

Abstract

Questo volume propone una rilettura dell'opera della poetessa Else Lasker-Schueler a partire dalla trama di miti e figure che rimandano alla tradizione ebraica. Voce in disparte nel quadro delle avventure sperimentali del Moderno, Lasker-Schüler oppone al trauma della morte di Dio le risorse messianiche dell’utopia, rivisitando con estro fantastico il culto dell’antichità biblica e con esso la favola di un Oriente eletto a miraggio delle proprie radici perdute. Da Bagdad a Tebe a Gerusalemme, le diverse sezioni del libro ridisegnano una mappa dei luoghi della sua scrittura, che è insieme la topografia di un immaginario poetico e un itinerario attraverso la memoria culturale del mondo giudaico, dalla gnosi alla cabbala alle storie narrate nell’Antico Testamento. Fanno da cornice a questo discorso la crisi dell’assimilazione e il dibattito sulle prospettive di ‘rinascenza’ della diaspora, rilanciate in quegli anni dall’avanguardia sionista e assurte rapidamente a verbo di un’intera generazione grazie al carisma e all’impegno militante del giovane Martin Buber. Ricucendo il filo che lega il percorso creativo di Lasker-Schüler alle vicende dell’ebraismo mitteleuropeo, lo studio delinea nel contempo un ritratto della conditio judaica e della sua coscienza divisa alla vigilia dell’avvento del nazismo.
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