The paper addresses the issue of motivation in number words, specifically cardinals. The aim is to demonstrate that such motivation is, more often than not, of metonymic nature: that is, it results from metonymic associations between number concepts (and their linguistic labels), with entities and procedures involved in the actual quantifying and counting practices which underlie the emergence of numeric reasoning and the formation of number words in different linguistic traditions and, eventually, their organization in numeral systems. Moreover, metonymy is viewed as responsible for the fact that numerical representations tend to be conceptualized and lexicalized in relation to other (cognitively and culturally salient) numerical representations within the numeral sequence, representations which function as “reference points” (Langacker 1993) in the conceptual domain of numerical quantity. The study adopts the cognitive linguistic conception of metonymy (Langaker, Radden, Croft, Barcelona, etc.), according to which the action of metonymy is identified at all levels, not only lexical, of linguistic structuring. In fact, the proposed analysis views metonymy as involved in grammatical processes yielding numeral formations, such as affixation and compounding. The data are mostly from Indo-European languages. Il lessico delle numerazione si presenta tendenzialmente come motivato: lo scopo del presente contributo è mostrare come tale motivazione sia riconducibile, in molti casi, ad associazioni metonimiche che si verificano in seno alle concrete pratiche di quantificazione e computo sequenziale, come al ragionamento quantitativo che ad esse sottostà. E’, infatti, da tali pratiche o “pragmatiche” della quantificazione numerica che, nelle singole tradizioni linguistiche, emerge il lessico della numerazione. L’azione del processo metonimico è osservata sia nell’influsso esercitato da specifiche procedure di computo materiale (manuale o di altra natura) nella formazione e organizzazione in sistemi delle numerazioni, sia nel fenomeno del rapportarsi di una rappresentazione numerica ad un’altra, cognitivamente e culturalmente saliente, che si pone come “punto di riferimento” (reference point) nello spazio concettuale della quantità numerica. In questo studio viene adottata la concezione cognitivista (Lankgaker, Radden, Croft, Barcelona, ecc.) della metonimia, in base alla quale essa è concepita come fenomeno pervasivo a tutti i livelli, non solo lessicale, della strutturazione linguistica. In base all’interpretazione proposta, la metonimia risulterebbe intervenire nei processi grammaticali, tra cui l’affissazione e la composizione, che determinano la forma delle espressioni numerali. I dati esaminati sono in prevalenza di lingue indoeuropee, con qualche elemento di riscontro da altre arealità linguistiche.

La motivazione metonimica nel lessico della numerazione

PANNAIN, Rossella
2012

Abstract

The paper addresses the issue of motivation in number words, specifically cardinals. The aim is to demonstrate that such motivation is, more often than not, of metonymic nature: that is, it results from metonymic associations between number concepts (and their linguistic labels), with entities and procedures involved in the actual quantifying and counting practices which underlie the emergence of numeric reasoning and the formation of number words in different linguistic traditions and, eventually, their organization in numeral systems. Moreover, metonymy is viewed as responsible for the fact that numerical representations tend to be conceptualized and lexicalized in relation to other (cognitively and culturally salient) numerical representations within the numeral sequence, representations which function as “reference points” (Langacker 1993) in the conceptual domain of numerical quantity. The study adopts the cognitive linguistic conception of metonymy (Langaker, Radden, Croft, Barcelona, etc.), according to which the action of metonymy is identified at all levels, not only lexical, of linguistic structuring. In fact, the proposed analysis views metonymy as involved in grammatical processes yielding numeral formations, such as affixation and compounding. The data are mostly from Indo-European languages. Il lessico delle numerazione si presenta tendenzialmente come motivato: lo scopo del presente contributo è mostrare come tale motivazione sia riconducibile, in molti casi, ad associazioni metonimiche che si verificano in seno alle concrete pratiche di quantificazione e computo sequenziale, come al ragionamento quantitativo che ad esse sottostà. E’, infatti, da tali pratiche o “pragmatiche” della quantificazione numerica che, nelle singole tradizioni linguistiche, emerge il lessico della numerazione. L’azione del processo metonimico è osservata sia nell’influsso esercitato da specifiche procedure di computo materiale (manuale o di altra natura) nella formazione e organizzazione in sistemi delle numerazioni, sia nel fenomeno del rapportarsi di una rappresentazione numerica ad un’altra, cognitivamente e culturalmente saliente, che si pone come “punto di riferimento” (reference point) nello spazio concettuale della quantità numerica. In questo studio viene adottata la concezione cognitivista (Lankgaker, Radden, Croft, Barcelona, ecc.) della metonimia, in base alla quale essa è concepita come fenomeno pervasivo a tutti i livelli, non solo lessicale, della strutturazione linguistica. In base all’interpretazione proposta, la metonimia risulterebbe intervenire nei processi grammaticali, tra cui l’affissazione e la composizione, che determinano la forma delle espressioni numerali. I dati esaminati sono in prevalenza di lingue indoeuropee, con qualche elemento di riscontro da altre arealità linguistiche.
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