L’io, il tu e l’Es sono i fenomeni originari o fenomeni di base, termine-chiave della “metafisica delle forme simboliche” e dell’opera postuma di Cassirer. La fonte diretta dell’espressione “fenomeno di base” è la nozione fisicalistica di base, formulata da Carnap. La fonte diretta dell’espressione “fenomeno originario” è l’Urphaenomen di Goethe: una fonte fisicalistica e una fonte mitologica. I fenomeni di base o fenomeni originari sono tre: - il fenomeno dell’io (Ich-Phaenomen) - il fenomeno del’agire (Wirken-Phaenomen) - il fenomeno dell’opera (Werk-Phaenomen). In una terminologia fenomenologica: - il fenomeno del Sé - il fenomeno dell’Altro (dello “psichico dell’estarneo”) - il fenomeno del Mondo. I fenomeni di base sono, come in Carnap la percezione, la via d’accesso alla realtà, la base della deduzione della realtà: non siamo noi che deduciamo la realtà nella cogitatio, piuttosto sono i fenomeni di base che dischiudono la realtà. I fenomeni di base sono in quanto tali irriducibili, non sono enti, ma modalità, “modi della mediazione”, come le fonti, i ceppi della conoscenza di Kant, come le intenzioni offerenti di Husserl. Con una metafora preliminare alla stessa metafora della luce e della rifrazione, vicina al mitologema teogonico delle divinità momentanee, i fenomeni di base sono l’”occhio”, l’”apertura d’occhi” – in termini heideggeriani: la precomprensione.

L'IO, IL TU E L' ES. SAGGIO SULLA "METAFISICA DELLE FORME SIMBOLICHE " DI ERNST CASSIRER

RAIO, Giulio
2005

Abstract

L’io, il tu e l’Es sono i fenomeni originari o fenomeni di base, termine-chiave della “metafisica delle forme simboliche” e dell’opera postuma di Cassirer. La fonte diretta dell’espressione “fenomeno di base” è la nozione fisicalistica di base, formulata da Carnap. La fonte diretta dell’espressione “fenomeno originario” è l’Urphaenomen di Goethe: una fonte fisicalistica e una fonte mitologica. I fenomeni di base o fenomeni originari sono tre: - il fenomeno dell’io (Ich-Phaenomen) - il fenomeno del’agire (Wirken-Phaenomen) - il fenomeno dell’opera (Werk-Phaenomen). In una terminologia fenomenologica: - il fenomeno del Sé - il fenomeno dell’Altro (dello “psichico dell’estarneo”) - il fenomeno del Mondo. I fenomeni di base sono, come in Carnap la percezione, la via d’accesso alla realtà, la base della deduzione della realtà: non siamo noi che deduciamo la realtà nella cogitatio, piuttosto sono i fenomeni di base che dischiudono la realtà. I fenomeni di base sono in quanto tali irriducibili, non sono enti, ma modalità, “modi della mediazione”, come le fonti, i ceppi della conoscenza di Kant, come le intenzioni offerenti di Husserl. Con una metafora preliminare alla stessa metafora della luce e della rifrazione, vicina al mitologema teogonico delle divinità momentanee, i fenomeni di base sono l’”occhio”, l’”apertura d’occhi” – in termini heideggeriani: la precomprensione.
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