Il postcassirerismo, qui identificato, con due figure del secondo novecento, Hans Blumenberg e Aleida Assmann, sembra consentire una decostruzione dell’apriori, una nuova elaborazione dell’apriori simbolico, una temporalizzazione dell’apriori. In Cassirer le forme simboliche sono direzioni del pensiero, le loro strutture trascendentali sono molteplici. Le forme in se stesse sono prototrascendentali, sono orizzonti originari. L’orizzonte è archetipico, originario, la sua forma-tempo è l’eterno fluire del divenire, il divenire all’essere. Le forme non sono prodotte dall’uomo, ma sono gli orizzonti delle sue produzioni, della cultura. In Blumenberg le metafore assolute sono forme trascendentali del pensiero, della ragione simbolica; ma esse sono prodotte dall’uomo, sono traslazioni del pensiero, la loro forma temporale è il futuro, sono prospettive irriducibili del pensiero. Non sono archetipiche, ma si insediano storicamente, seppure con struttura archetipica. In Assmann le forme metacritiche, o “mediatori”, della ragione culturale o simbolica sono anch’esse metafore, simboli, immagini, la scrittura, la figura, i luoghi, gli archivi, forme prodotte dall’uomo storico, ma orientate al passato, producono la cultura, non nel senso monumentale, diltheyano, ma nel senso mnestico, husserliano. In Blumenberg il tempo della cultura è la proiezione delle metafore assolute, che instaurano prospettivamente una sottostruttura culturale dominante per il futuro. Il tempo delle metafore è proiettivo.Il tempo della cultura per Assmann è il passato, la cultura è rammemorazione

Critica della ragione, critica della cultura. Cassirer Blumenberg Assmann

RAIO, Giulio
2011

Abstract

Il postcassirerismo, qui identificato, con due figure del secondo novecento, Hans Blumenberg e Aleida Assmann, sembra consentire una decostruzione dell’apriori, una nuova elaborazione dell’apriori simbolico, una temporalizzazione dell’apriori. In Cassirer le forme simboliche sono direzioni del pensiero, le loro strutture trascendentali sono molteplici. Le forme in se stesse sono prototrascendentali, sono orizzonti originari. L’orizzonte è archetipico, originario, la sua forma-tempo è l’eterno fluire del divenire, il divenire all’essere. Le forme non sono prodotte dall’uomo, ma sono gli orizzonti delle sue produzioni, della cultura. In Blumenberg le metafore assolute sono forme trascendentali del pensiero, della ragione simbolica; ma esse sono prodotte dall’uomo, sono traslazioni del pensiero, la loro forma temporale è il futuro, sono prospettive irriducibili del pensiero. Non sono archetipiche, ma si insediano storicamente, seppure con struttura archetipica. In Assmann le forme metacritiche, o “mediatori”, della ragione culturale o simbolica sono anch’esse metafore, simboli, immagini, la scrittura, la figura, i luoghi, gli archivi, forme prodotte dall’uomo storico, ma orientate al passato, producono la cultura, non nel senso monumentale, diltheyano, ma nel senso mnestico, husserliano. In Blumenberg il tempo della cultura è la proiezione delle metafore assolute, che instaurano prospettivamente una sottostruttura culturale dominante per il futuro. Il tempo delle metafore è proiettivo.Il tempo della cultura per Assmann è il passato, la cultura è rammemorazione
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