With the coming of the nuclear era, but most of all in the Cold War years, the complex evolution of natural sciences invaded with vehemence public debate asa soon as, in an unprecedented and global measure, there took place a redefinition of the symbolic power of science in its relationships with collective cultural capital and the formalization/narration of specialized knowledge. While Italy was facing up to its most sweeping phase of modernization, experiencing – though often confusedly – forms of cultural interchange and divulgation hitherto ignored, public debate woulddraw attention on scientific themes and in particular on the controversial issue of scientific progress. This essay examines the wide-range discourses grown around a limited corpus of representations, in an attempt to add information on how, in the period considered, both the ultimate goal of science and presence, competence and social role of scientists were given a renewed treatment.

In coincidenza con l'era atomica ma soprattutto durante gli anni della Guerra Fredda, la complessa evoluzione delle scienze naturali invade prepotentemente il discorso pubblico nel momento in cui, in misura inedita e globale, si assiste alla ridefinizione del potere simbolico di tipo scientifico e della relazione tra scienza, capitale culturale collettivo e formalizzazione/narrazione dei saperi specialistici. Mentre l’Italia affronta la fase di più intensa modernizzazione e si affermano, seppure in modo frammentato, forme di circolazione culturale mai sperimentate, nell’assenza di delineati percorsi educativi e divulgativi, il discorso pubblico mobilita l’attenzione attorno ai temi della scienza e si moltiplicano le rappresentazioni dedicate al controverso tema del progresso scientifico. L’articolo analizza le diffuse elaborazioni discorsive sorte attorno a un corpus limitato di rappresentazioni nel tentativo di aggiungere informazioni su come, nel periodo considerato, siano stati tematizzati tanto il fine ultimo della scienza quanto la presenza, le competenze, il ruolo sociale degli scienziati.

"Che dal ciel non cada un fuoco". Il teatro della scienza negli anni sessanta in Italia.

GISSI, ALESSANDRA
2014

Abstract

In coincidenza con l'era atomica ma soprattutto durante gli anni della Guerra Fredda, la complessa evoluzione delle scienze naturali invade prepotentemente il discorso pubblico nel momento in cui, in misura inedita e globale, si assiste alla ridefinizione del potere simbolico di tipo scientifico e della relazione tra scienza, capitale culturale collettivo e formalizzazione/narrazione dei saperi specialistici. Mentre l’Italia affronta la fase di più intensa modernizzazione e si affermano, seppure in modo frammentato, forme di circolazione culturale mai sperimentate, nell’assenza di delineati percorsi educativi e divulgativi, il discorso pubblico mobilita l’attenzione attorno ai temi della scienza e si moltiplicano le rappresentazioni dedicate al controverso tema del progresso scientifico. L’articolo analizza le diffuse elaborazioni discorsive sorte attorno a un corpus limitato di rappresentazioni nel tentativo di aggiungere informazioni su come, nel periodo considerato, siano stati tematizzati tanto il fine ultimo della scienza quanto la presenza, le competenze, il ruolo sociale degli scienziati.
With the coming of the nuclear era, but most of all in the Cold War years, the complex evolution of natural sciences invaded with vehemence public debate asa soon as, in an unprecedented and global measure, there took place a redefinition of the symbolic power of science in its relationships with collective cultural capital and the formalization/narration of specialized knowledge. While Italy was facing up to its most sweeping phase of modernization, experiencing – though often confusedly – forms of cultural interchange and divulgation hitherto ignored, public debate woulddraw attention on scientific themes and in particular on the controversial issue of scientific progress. This essay examines the wide-range discourses grown around a limited corpus of representations, in an attempt to add information on how, in the period considered, both the ultimate goal of science and presence, competence and social role of scientists were given a renewed treatment.
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