Poeta, romanziere, critico letterario, semiologo e traduttore, Marin Mincu (1944-2009) rappresenta una delle figure più affascinanti e meno conosciute del panorama culturale europeo del secondo Novecento. Nato a Slatina come Eugène Ionesco, Mincu sceglie l’Italia come patria d’elezione, insegnando prima a Torino e poi a Firenze, prima di fare ritorno definitivo in Romania. Questo libro ricostruisce per la prima volta il suo “archivio italiano”: un insieme stratificato di opere, traduzioni, incontri intellettuali e documenti inediti che testimoniano un’esperienza di attraversamento culturale tra Occidente e Oriente europeo. Attraverso materiali d’archivio, lettere, manoscritti e testimonianze dirette, viene restituito il ritratto di un intellettuale cosmopolita che ha fatto della scrittura un’esperienza radicale di ricerca dell’autenticità. Il volume ripercorre l’incontro decisivo di Mincu con la neoavanguardia italiana dei Novissimi e del Gruppo 63, la sua amicizia con Alfredo Giuliani, i dialoghi con Umberto Eco, Maria Corti e Cesare Segre. Presenta l’epistolario con Emil Cioran, che illumina questioni cruciali come l’antisemitismo giovanile del filosofo e la sua evoluzione verso il “post-illusionismo”. Racconta i ripetuti “non incontri” con Eugène Ionesco, trasformando il fallimento in chiave interpretativa. Particolare attenzione è dedicata ai due romanzi italiani di Mincu: Il diario di Dracula (1992), che riscrive la figura storica di Vlad Țepeș come intellettuale rinascimentale alla corte dei Medici, e Il diario di Ovidio (1997), viaggio iniziatico nell’esilio del poeta latino tra i Geti, sulle tracce del dio Zalmoxis e del fantasma di Medea. Tra filologia, semiotica, psicoanalisi e decostruzione, questo libro è insieme una biografia intellettuale, uno studio di letteratura comparata e una riflessione sul significato dell’esilio, della traduzione e della memoria culturale. Un contributo essenziale per comprendere i rapporti tra letteratura italiana e romena nel Novecento e per riscoprire un autore che ha fatto della propria esistenza un ponte tra culture
Marin Mincu e l'Italia. Sondaggi critici, incontri, testimonianze
Giovanni Rotiroti
2026-01-01
Abstract
Poeta, romanziere, critico letterario, semiologo e traduttore, Marin Mincu (1944-2009) rappresenta una delle figure più affascinanti e meno conosciute del panorama culturale europeo del secondo Novecento. Nato a Slatina come Eugène Ionesco, Mincu sceglie l’Italia come patria d’elezione, insegnando prima a Torino e poi a Firenze, prima di fare ritorno definitivo in Romania. Questo libro ricostruisce per la prima volta il suo “archivio italiano”: un insieme stratificato di opere, traduzioni, incontri intellettuali e documenti inediti che testimoniano un’esperienza di attraversamento culturale tra Occidente e Oriente europeo. Attraverso materiali d’archivio, lettere, manoscritti e testimonianze dirette, viene restituito il ritratto di un intellettuale cosmopolita che ha fatto della scrittura un’esperienza radicale di ricerca dell’autenticità. Il volume ripercorre l’incontro decisivo di Mincu con la neoavanguardia italiana dei Novissimi e del Gruppo 63, la sua amicizia con Alfredo Giuliani, i dialoghi con Umberto Eco, Maria Corti e Cesare Segre. Presenta l’epistolario con Emil Cioran, che illumina questioni cruciali come l’antisemitismo giovanile del filosofo e la sua evoluzione verso il “post-illusionismo”. Racconta i ripetuti “non incontri” con Eugène Ionesco, trasformando il fallimento in chiave interpretativa. Particolare attenzione è dedicata ai due romanzi italiani di Mincu: Il diario di Dracula (1992), che riscrive la figura storica di Vlad Țepeș come intellettuale rinascimentale alla corte dei Medici, e Il diario di Ovidio (1997), viaggio iniziatico nell’esilio del poeta latino tra i Geti, sulle tracce del dio Zalmoxis e del fantasma di Medea. Tra filologia, semiotica, psicoanalisi e decostruzione, questo libro è insieme una biografia intellettuale, uno studio di letteratura comparata e una riflessione sul significato dell’esilio, della traduzione e della memoria culturale. Un contributo essenziale per comprendere i rapporti tra letteratura italiana e romena nel Novecento e per riscoprire un autore che ha fatto della propria esistenza un ponte tra culture| File | Dimensione | Formato | |
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