As is well known, Gonzalo de Berceo's 'Milagros de Nuestra Señora' are the result of a poetic 'paraphrasis', that is, the translation and versification in the 'cuaderna vía' style of a Latin prose source text. Although the poet from La Rioja repeatedly guarantees his fidelity to the information handed down to him by tradition, this does not mean that he excludes himself from making even extensive changes: conformity to the “what”, to the “facts” of the story being told, leaves room for the “how”, for the way in which they can be told. After all, in medieval 'Artes poetriae', the act of translating is not separate from those of interpreting, expounding, explaining and emulating, that is to say, going beyond the translated text; at the same time, the transposition of prose into alexandrin quatrains involves a profound restructuring of the discourse. The sixth miracle in the collection offers a particularly significant example of this “how”, precisely because of its not only declared but actual adherence to the Latin source used, 'De fure suspenso quem beata virgo Maria liberavit'.

Com’è noto, i 'Milagros de Nusestra Señora' di Gonzalo de Berceo sono il risultato di una 'paraphrasis' poetica, ovvero della traduzione e della versificazione nei modi della 'cuaderna vía' di un ipotesto latino in prosa. Per quanto il poeta riojano garantisca ripetutamente la fedeltà ai dati tramandatigli dalla tradizione, ciò non significa che egli si precluda margini, anche ampi, di intervento: la conformità al “cosa”, ai “fatti” della vicenda narrata, lascia spazio al “come”, al modo in cui essi possono essere raccontati. Del resto nelle 'Artes poetriae' medievali l’atto del tradurre non è disgiunto da quelli dell’interpretare, dell’esporre, dell’esplicare e dell’emulare, vale a dire di un superamento del testo tradotto; parallelamente, la trasposizione della prosa in quartine di alessandrini comporta una profonda ristrutturazione del discorso. Di questo “come” il VI miracolo della collezione, proprio in virtù della non solo dichiarata, ma effettiva aderenza alla fonte latina utilizzata, 'De fure suspenso quem beata virgo Maria liberavit', offre un esempio particolarmente significativo.

"Entre las otras malas avié una bondat": il 'Milagro' del 'Ladrón devoto' di Gonzalo de Berceo

S. LUONGO
2026-01-01

Abstract

As is well known, Gonzalo de Berceo's 'Milagros de Nuestra Señora' are the result of a poetic 'paraphrasis', that is, the translation and versification in the 'cuaderna vía' style of a Latin prose source text. Although the poet from La Rioja repeatedly guarantees his fidelity to the information handed down to him by tradition, this does not mean that he excludes himself from making even extensive changes: conformity to the “what”, to the “facts” of the story being told, leaves room for the “how”, for the way in which they can be told. After all, in medieval 'Artes poetriae', the act of translating is not separate from those of interpreting, expounding, explaining and emulating, that is to say, going beyond the translated text; at the same time, the transposition of prose into alexandrin quatrains involves a profound restructuring of the discourse. The sixth miracle in the collection offers a particularly significant example of this “how”, precisely because of its not only declared but actual adherence to the Latin source used, 'De fure suspenso quem beata virgo Maria liberavit'.
2026
978-88-6719-374-5
Com’è noto, i 'Milagros de Nusestra Señora' di Gonzalo de Berceo sono il risultato di una 'paraphrasis' poetica, ovvero della traduzione e della versificazione nei modi della 'cuaderna vía' di un ipotesto latino in prosa. Per quanto il poeta riojano garantisca ripetutamente la fedeltà ai dati tramandatigli dalla tradizione, ciò non significa che egli si precluda margini, anche ampi, di intervento: la conformità al “cosa”, ai “fatti” della vicenda narrata, lascia spazio al “come”, al modo in cui essi possono essere raccontati. Del resto nelle 'Artes poetriae' medievali l’atto del tradurre non è disgiunto da quelli dell’interpretare, dell’esporre, dell’esplicare e dell’emulare, vale a dire di un superamento del testo tradotto; parallelamente, la trasposizione della prosa in quartine di alessandrini comporta una profonda ristrutturazione del discorso. Di questo “come” il VI miracolo della collezione, proprio in virtù della non solo dichiarata, ma effettiva aderenza alla fonte latina utilizzata, 'De fure suspenso quem beata virgo Maria liberavit', offre un esempio particolarmente significativo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11574/259940
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